Siti di scommesse stranieri 2026: l’elenco ADM decide, non la vetrina

Updated Ottobre 2026
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Il mercato delle scommesse online in Italia si divide in due zone che si vedono identiche sullo schermo di un telefono e non hanno quasi nulla in comune. Da una parte c’è l’operatore con concessione ADM (ex AAMS), che espone un numero di concessione, gira dentro il perimetro dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e risponde a un giocatore italiano davanti a un foro italiano. Dall’altra c’è il sito estero, che può avere una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan, e con quella licenza in Italia non fa nulla: non è una concessione, non apre nessun diritto, non compare in nessuna lista autorizzata.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni e le schede applicative degli operatori.

La differenza si sente sempre in ritardo. Un conto bloccato, un prelievo che non parte, un dominio che la sera non si apre più, una segnalazione di autoesclusione che di là non arriva. Chi scommette su un sito straniero scopre cosa manca solo quando gli serve, ed è il momento peggiore per scoprirlo. Conviene sapere prima quali strumenti esistono solo dentro il sistema concessorio, quali obblighi ricadono sul giocatore quando ne sta fuori, e perché il margine che l’operatore si tiene su ogni quota è la parte della storia che nessun bonus di benvenuto racconta.

Indice dei contenuti
  1. Un timbro, un numero e una lista pubblica: cosa significa avere una concessione
  2. Cosa resta fuori da un sito straniero, e quando il conto arriva
  3. Inibizione dei domini: come ADM ti risponde al posto del sito
  4. Un conto di gioco è un conto identificato: come si controlla chi ha la concessione
  5. Autoesclusione e RUA: l’interruttore che su un sito straniero non esiste
  6. Cosa si può impostare davvero su un conto italiano: limiti di deposito e spesa
  7. Bonus di benvenuto, bonus senza deposito e altri nomi che vanno tradotti
  8. Tasse: chi paga l’imposta unica e cosa succede se il sito è estero
  9. Come si legge un margine quando la vetrina promette «quota maggiorata»
  10. Come sono stati valutati i dieci operatori di questa lista
  11. Sisal: il palinsesto più denso del gruppo, e il live a quota zero
  12. Lottomatica: il marchio da grande campionato, con il live in diretta
  13. NetWin: un bonus reale da 50 € che va rigiocato, non speso
  14. Eurobet: un palinsesto senza confini, dai mercati sportivi agli eventi di spettacolo
  15. BetFlag: l’identità digitale diventa la porta d’ingresso
  16. Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi, con i mercati classici
  17. William Hill: dieci euro con SPID contro cinque euro con i documenti
  18. StarCasinò: il libro scommesse dentro un casinò, senza nasconderlo
  19. bet365: primo partner di un torneo autorizzato, con il libro più profondo
  20. Planetwin365: il calcio italiano ed europeo con oltre venti sport
  21. Siti inibiti, mirror e PEC: cosa fare quando il dominio non si apre
  22. Prevenzione: cosa si lascia sul tavolo restando fuori dal sistema
  23. Domande frequenti

Un timbro, un numero e una lista pubblica: cosa significa avere una concessione

La parola «AAMS» continua a girare nelle conversazioni e nei nomi dei siti, ma l’autorità che la scrive oggi è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, subentrata all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Il quadro normativo è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane non si comprano a sportello: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, e sotto l’art. 6, comma 3, chi vince può gestire uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Il comma 5 dello stesso articolo mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’asta di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Il dettaglio che sfugge a quasi tutti è proprio questo: la concessione è per sito, non per azienda. Ed è anche il motivo per cui il numero che un operatore stampa nelle sue condizioni è la prima cosa da cercare, non l’ultima.

L’art. 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Dentro questo elenco il concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sulla lista, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il palinsesto dell’operatore, cioè il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e ADM approva, definito dall’art. 2, lett. s). Su un palinsesto si può giocare solo sugli eventi approvati, e ADM li aggiunge uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Cosa resta fuori da un sito straniero, e quando il conto arriva

Il sito con licenza estera non è «irregolare» in astratto: è semplicemente un’offerta senza concessione ADM, e con la concessione se ne vanno cinque cose concrete. Non c’è il RUA. Non c’è la vigilanza dell’Agenzia sul palinsesto e sui pagamenti. Non ci sono gli strumenti di limite che la legge impone ai concessionari. Non c’è il foro italiano, quindi una contestazione si discute dove ha sede l’operatore, con le sue regole e la sua lingua. E non c’è l’imposta unica pagata dall’operatore, che è il meccanismo per cui le vincite incassate da un concessionario italiano arrivano già nette.

Il testo che ADM stessa ha richiamato il 28 febbraio 2024 è l’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero e, nella lettura dell’Agenzia, «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola che pesa sul giocatore, non sull’operatore, ed è la ragione per cui la questione smette di essere una preferenza di prodotto. L’importo dell’ammenda non è noto, così come non si conoscono casi concreti di giocatori sanzionati: su questo, come su ogni conseguenza penale, l’unica strada sensata è un legale.

Sul fronte di chi vende il gioco invece la norma è più affilata. L’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. E l’art. 22 del decreto 41/2024 costruisce l’apparato: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legata ai concessionari e la lista dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di inibizione rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Non è una multa simbolica. È il prezzo che si paga per far passare il traffico verso un dominio che l’Agenzia ha già segnalato.

Il filtro, in pratica, non funziona come una porta chiusa ma come una lista che qualcuno deve leggere. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Il blocco agisce a livello DNS, alcuni provider arrivano in ritardo, e dal 2007 ADM chiude i siti privi delle autorizzazioni previste ricordando che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta; gli specchi di un sito inibito ricompaiono nel giro di ore. La parola che il settore usa per il risultato è «oscurati», ed è precisa: il dominio sparisce dalla vista, non l’offerta dal mondo.

Inibizione dei domini: come ADM ti risponde al posto del sito

Aprire un dominio inibito oggi non restituisce un errore di rete ma una pagina di avviso. Fino a poco tempo fa il reindirizzamento passava da un indirizzo IP statico, 217.175.53.72; dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono mandati su sito-inibito-giochi.adm.gov.it, con entrambi i metodi ancora attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco aggiornato è quello del 13 ottobre 2026. La pagina di avviso dice chiaramente che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

Vale la pena leggere quella pagina con attenzione, perché contiene due informazioni che il giocatore di solito non cerca. La prima è temporale: il blocco non è una condanna definitiva, è uno stato amministrativo che può cambiare con un aggiornamento dell’elenco. La seconda è di responsabilità: ADM non sta dicendo che il sito sia truffaldino, sta dicendo che non ha titolo per raccogliere gioco in Italia. Sono due affermazioni diverse, e la seconda è quella che conta quando si tratta di far valere un diritto.

C’è poi l’effetto a catena sui pagamenti, che è la parte della storia che nessuno mette in vetrina. L’art. 22, comma 1 del decreto 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. Lo stato di attuazione di quel regolamento non risulta confermato, e la cosa va detta perché cambia la lettura: oggi le sanzioni da 30.000 a 180.000 € colpiscono chi viola un ordine dell’Agenzia, domani potrebbero pesare su un passaggio di denaro in sé. Per chi ha saldo su un sito estero, il rischio pratico non è il blocco del dominio: è il prelievo che arriva quando il canale di pagamento ha già smesso di collaborare.

Un conto di gioco è un conto identificato: come si controlla chi ha la concessione

La prima verifica, quella che chiunque può fare in due minuti, non richiede il sito dell’operatore. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e l’elenco è il test completo: chi non c’è non ha la concessione, e non esistono altre strade — una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun valore in Italia, e la presenza in una classifica o in una recensione non è una concessione. L’elenco però va letto sapendo cosa non dice. Non ha una colonna per i giochi, quindi il nome trovato va poi confermato sul sito, dove l’operatore espone numero di concessione e società nella propria sezione di condizioni. È lì che si legge anche il secondo dettaglio: la concessione è legata a un sito preciso, ed è per questo che un gruppo può risultare autorizzato su un marchio e non su un altro.

La seconda verifica riguarda l’apertura del conto, ed è la parte in cui il sistema concessorio si fa sentire subito. Un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli strumenti disponibili sono la registrazione classica con caricamento del documento e i sistemi di identità digitale: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet accetta la registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Goldbet, per la stessa via, arriva al CIE attraverso un fornitore SPID.

Senza identità digitale il conto resta in attesa di validazione: le pagine degli operatori indicano 30 giorni di tempo per completarla, dopodiché il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sembrano tanti. Poi arriva una vincita decente, il documento è sfocato, e il contatore che nessuno aveva guardato diventa il problema principale della settimana. Chi apre un conto e lo lascia lì senza validarlo ha costruito una trappola per sé stesso, con la complicità di nessuno.

Autoesclusione e RUA: l’interruttore che su un sito straniero non esiste

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il pezzo di sistema che vale da solo la differenza tra le due zone del mercato. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e blocca anche le sale fisiche. Non è un’impostazione del singolo conto: è una condizione che il giocatore si mette addosso, e la ritrova in ogni portale legale.

Le tempistiche sono cambiate di recente, e chi pensa di conoscere le vecchie regole sbaglia. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è allargata in entrambe le direzioni: prima si può fermarsi per una settimana, e dall’altra parte il giocatore che sceglie la forma senza scadenza ha una via d’uscita dopo nove mesi invece che mai.

L’art. 15, comma 1 del decreto 41/2024 mette in fila ciò che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. È un elenco noioso, ed è esattamente il punto: nessuna di queste cose nasce dalla buona volontà di un operatore, nascono da un obbligo.

Sui siti senza concessione quell’obbligo non esiste. Un giocatore autoescluso nel RUA è del tutto scoperto su un dominio estero, che non è connesso al registro e non ha nessun motivo per chiedere. Il caso classico è quello di chi si esclude, aspetta qualche giorno, cerca un’alternativa non inibita e ricomincia: la protezione che si era dato non lo segue, e il tempo che aveva comprato evapora nel giro di un pomeriggio.

Non è una questione di soldi soltanto. Il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il riferimento indicato anche dalle app degli operatori italiani per i residenti nel Paese, accanto agli strumenti di autotutela che la legge impone: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, come elenca bet365. Chi ha un problema con il gioco ha bisogno di trovarsi davanti un sistema che lo ferma, non un dominio che gli risponde in un’altra lingua.

Cosa si può impostare davvero su un conto italiano: limiti di deposito e spesa

Il momento in cui il sistema concessorio diventa visibile è la registrazione, quando al giocatore viene chiesto di scegliere quanto può depositare. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È l’art. 15, comma 1 che regge la struttura, e la asimmetria è la parte intelligente: abbassare la soglia si può sempre, alzarla costa una settimana di attesa. La regola è costruita contro la versione di sé che il giocatore sarà alle undici di sera, non contro quella che è adesso.

La scelta è una sola, all’inizio, e resta. Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e non c’è modo di rimangiarselo in fretta: la riduzione ha effetto immediato, l’aumento aspetta sette giorni. Chi entra nel mercato italiano con l’idea di «tanto lo alzo quando voglio» scopre il prezzo di quella frase la prima volta che prova ad alzarlo.

Il limite di deposito è il vero tetto di spesa del sistema, perché un tetto legale alle puntate nelle scommesse sportive non esiste. Il vincolo non è quanto si punta: è quanto si versa. E qui vale la pena fare un conto che nessun bonus di benvenuto mette accanto alla propria promessa. Prendiamo un giocatore che sceglie un limite di deposito settimanale di 100 € e li gioca una volta sola su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Quelle due quote non sono un prezzo di mercato: sono un esempio aritmetico. La quota di payout di quel mercato è il reciproco della somma dei reciproci delle due quote, quindi 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa il 95 %: il margine dell’operatore è il resto, intorno al 5 %. Su 100 € di gettata, la perdita attesa di quella singola giocata è il prodotto tra il turnover imponibile e quel margine, e cade all’incirca tra 4,80 € e 5,20 € a settimana — una banda, non un numero secco, perché il margine effettivo del mercato reale non sta fermo e il payout non è una promessa. Portata su un anno, la stessa banda significa che una sessione settimanale da 100 € costa al giocatore intorno ai 250-270 € annui di margine, a prescindere da come vada la singola domenica. È una stima statistica, non una previsione: dice quanto vale in media il passaggio dal banco, non quanto perderà quel giocatore.

Il confronto che rende il numero utile è un altro. Chi prende un bonus di benvenuto e lo gioca a requisiti di puntata si porta a casa anche il costo di far girare quelle somme: se il bonus è di 50 € e va rigiocato qualche volta su un mercato con lo stesso margine del 5 %, la perdita attesa si calcola sui 100 € o più di turnover richiesto, e non sui 50 € incassati. Un bonus reale del 100 % del primo deposito fino a 50 €, come quello di NetWin riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €, non è una regalia: è una gettata in più che il margine consuma mentre il giocatore la esegue. Il margine è l’unico attore del tavolo che non ha mai una serata storta.

Bonus di benvenuto, bonus senza deposito e altri nomi che vanno tradotti

Su questo terreno bisogna separare due cose che il linguaggio comune confonde: il divieto pubblicitario e l’esistenza dell’offerta. Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito nella legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua forma piena: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Tre cose vanno tenute distinte, perché ognuna ha una conseguenza diversa per chi legge. La prima: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un bonus di benvenuto offerto da un concessionario non è per questo illegale. La seconda: non esiste un tetto di legge all’importo del bonus né ai requisiti di puntata, quindi cifre, moltiplicatori e quote minime vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore, e sono quelle che un giocatore deve leggere — non una tabella di confronto. La terza è la parte in movimento: la stampa di settore riferisce che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E in mezzo a tutto questo c’è una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, di cui non si conosce l’esito. Alla data di verifica il divieto è in vigore, e questa è la sola cosa su cui un giocatore può contare.

La parola «bonus senza deposito» merita un trattamento a parte, perché è quella su cui si addensano le ricerche. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). Nulla di tutto questo crea una categoria speciale di bonus senza deposito, con regole proprie su requisiti o quote minime: la definizione resta quella delle condizioni dell’operatore. E c’è un secondo dettaglio che a un giocatore straniero sfugge sempre, cioè che il divieto pubblicitario colpisce anche chi pubblicizza operatori privi di concessione: ADM ricorda che per i media questo comportamento può comportare, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Tasse: chi paga l’imposta unica e cosa succede se il sito è estero

La partita fiscale si gioca in due campi diversi, e la differenza tra i due è probabilmente il motivo più concreto per restare in Italia. Sul mercato concessionario l’imposta unica la paga l’operatore, non il giocatore: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate — per le scommesse a quota fissa su eventi simulati l’aliquota è del 24,5 % sull’ammontare della raccolta al netto delle vincite restituite. La base imponibile è quella, e vale la pena ripeterlo perché il numero viene spesso letto come una tassa sul giocatore: non lo è. Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è già avvenuto alla fonte e il giocatore riceve l’importo netto. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: su una posizione fiscale personale la via corretta resta un commercialista.

Sulle vincite ottenute da siti esteri o non autorizzati il quadro cambia radicalmente. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è che non c’è ritenuta e che la somma va indicata nella dichiarazione, nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Chi incassa una vincita da un dominio estero sta quindi incassando un lordo che si porta dietro un obbligo dichiarativo: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questa non è consulenza fiscale.

C’è un’ultima asimmetria, e riguarda il verso in cui il denaro esce dal conto. Sui punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM che costa 100 € l’anno, ai sensi dell’art. 13 del decreto 41/2024 — si può ricaricare il conto online, solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti per un massimo di 100 € a settimana in totale. Quegli stessi punti non possono pagare vincite né restituire saldo. La ricarica entra, il prelievo non esce da lì: il denaro che rientra passa sempre da un conto intestato e identificato. È una scomodità che ha un effetto preciso, e cioè che nessuno incassa una vincita in contanti senza che il suo nome sia già collegato a quel movimento.

Come si legge un margine quando la vetrina promette «quota maggiorata»

Le parole «quota maggiorata», «quota migliore» e «100 % bonus» si somigliano tutte nel modo in cui evitano l’unica cifra che conta. Quella cifra è il margine, cioè la parte di ogni puntata che il mercato non restituisce. Il conto è semplice: si prende l’inverso di ciascuna quota di un mercato, si sommano, si fa il reciproco della somma — il risultato è la quota di payout, ovvero la percentuale che torna indietro su tutto il giro d’affari di quel mercato — e il margine è 100 % meno quella cifra. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 il payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. Su una multipla i prezzi si moltiplicano tra loro e il margine si compone: ogni gamba aggiunge il proprio contributo, e una combinazione di quattro o cinque eventi porta il costo complessivo ben oltre quello di una singola.

Questo è il motivo per cui la quota di un mercato non si legge da sola. Una quota di 1,85 su un mercato 1X2 non dice nulla se non si sa quanto margine c’è dentro, e lo stesso prezzo su una partita di cartello o su un campionato minore può incorporare margini molto diversi. Lo stesso vale tra sport diversi e tra pre-match e live: nessun documento pubblico fissa i margini che un operatore deve applicare, e ADM non pubblica né i margini né l’elenco dei mercati live. Sui ritardi delle quote in gioco, sulle sospensioni e sulle regole dei mercati live non c’è una norma che il giocatore possa citare: ci sono le condizioni contrattuali dell’operatore, che sono l’unica fonte.

Ecco perché «quota migliorata» e «bonus del 100 %» appartengono alla stessa famiglia di frasi. Un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € è denaro vero, ma è denaro che va giocato, e ogni giocata passa dal margine. Il valore del bonus non si misura sull’importo accreditato ma su quanto resta dopo che i requisiti sono stati soddisfatti: la parte che cambia è il numero di giri richiesti, non la generosità del nome.

Come sono stati valutati i dieci operatori di questa lista

I dieci marchi che seguono sono tutti concessionari presenti nell’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza, ognuno con il proprio codice di concessione e la propria società concessionaria. Non è una classifica di merito e non è un consiglio: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco non dice quali giochi quel sito può offrire, e le offerte sono descritte solo come le riportano le condizioni e le schede applicative di ciascun operatore. L’elenco ADM non esaurisce il mercato: esistono altri concessionari, e un marchio che non compare in questa lista non è per questo privo di licenza.

I criteri che ordinano la tabella sono quattro. Il primo è il numero di concessione e la società che lo detiene, perché è la sola informazione oggettiva e verificabile che accompagna ogni marchio. Il secondo è l’ampiezza del palinsesto dichiarata dall’operatore, che distingue chi copre i grandi campionati da chi arriva fino agli eventi di spettacolo. Il terzo è la presenza degli strumenti di conto e di tutela: identità digitale, limiti impostabili, uso del RUA. Il quarto è la struttura dell’offerta di benvenuto, che va letta per tipo — bonus reale, bonus di verifica, accredito immediato — e non per importo.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa prevedono le condizioni dell’operatore
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale del 100 % sul primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato e con deposito minimo di 20 €
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a musica, cinema e reality show
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto anche con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; accesso vietato ai minori di 18 anni
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport di 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; in alternativa bonus di verifica di 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con Premier League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis pre evento e live
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta

Il quadro che esce dalla tabella ha una riga storta, ed è giusto dirlo: due marchi della lista appartengono alla stessa società, Azzurri Limited, che detiene le concessioni 16027 e 16026. Non è un’anomalia e non è un errore; è come il sistema è costruito, perché la concessione si aggancia al sito e non al gruppo. La conseguenza pratica è che una società può risultare autorizzata su un marchio e non su quello accanto, e chi confronta due nomi dello stesso gruppo non sta confrontando due avversari.

Sisal: il palinsesto più denso del gruppo, e il live a quota zero

Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket: sono i numeri che Sisal scrive nella propria app. Nella lista dei dieci è il marchio che dichiara il volume più alto, e la concessione è la ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a.

La profondità del palinsesto è la cosa che si nota subito, ma non è la più interessante. Sisal dichiara un catalogo di giocate costruito: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un’offerta pensata per chi non si accontenta dell’esito finale, e il Cash Out è lo strumento che cambia il rapporto con la partita: si smette di aspettare il triplice fischio e si decide prima, in genere pagando il prezzo di una quota peggiore di quella che si aveva in mano.

Il live con streaming gratuito è il vero motore del catalogo, perché nessuno scommette su quello che non vede. Sisal è anche il marchio su cui funziona l’accesso con Touch ID nell’app, un dettaglio che sembra secondario e non lo è: su un conto che va validato entro 30 giorni e che gestisce limiti di deposito, la comodità di entrare in due secondi cambia quante volte il giocatore controlla i propri limiti prima di puntare. La concessione è la 16020 di Sisal Italia S.p.a., e per chi vuole verificare, l’elenco ADM è pubblico.

Il gioco grosso qui è la varietà, e la varietà ha un costo nascosto: più mercati significa più occasioni di giocare una multipla, e la multipla è la costruzione in cui il margine si compone più in fretta. Un lettore che usa la Supercombo perché la trova divertente sta pagando, gamba dopo gamba, il prezzo di quella composizione.

Lottomatica: il marchio da grande campionato, con il live in diretta

Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altro ancora, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita. È la copertura che Lottomatica dichiara nella propria app, sotto la concessione ADM n. 16010 intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la società che il grande pubblico non conosce con questo nome.

C’è un dettaglio sulla titolarità che vale più di una recensione. Lottomatica è il marchio, Goldbet Better Organization Italy è il concessionario nella lista, e le due cose non coincidono quasi mai nel mercato italiano. Chi verifica la licenza trova un nome che non ha mai visto: non è un segnale d’allarme, è la normalità del sistema, e vale per metà dei marchi di questa lista. Il modo per non sbagliare è cercare il numero di concessione nelle condizioni dell’operatore, non il nome dello sponsor che compare in televisione.

La copertura sui grandi campionati è quella che serve a chi gioca abitualmente sul calcio di vertice, e il live con risultati e streaming è la funzione che rende utilizzabile un palinsesto costruito su eventi che il pubblico guarda in diretta. Su un mercato 1X2 di una partita di Serie A il margine incorporato nella quota non è pubblicato da nessuno, e questo è il punto: Lottomatica è forte sull’offerta, non su una promessa di prezzo migliore.

La differenza tra Lottomatica e Sisal, per chi deve scegliere, sta in dove finisce il palinsesto. Sisal allarga verso le costruzioni di giocata e le combinazioni interne alla partita; Lottomatica resta concentrata sui grandi campionati e sugli sport motoristici, e su quel perimetro è difficile trovare un vuoto.

NetWin: un bonus reale da 50 € che va rigiocato, non speso

L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a.

La parola «reale» qui conta, e conta in senso stretto: non è un gettone da casinò né un voucher, è credito di gioco, e va distinto dal bonus di verifica che altri operatori accreditano una volta ricevuti i documenti. Le condizioni che lo accompagnano sono le solite tre che fanno la differenza tra un’offerta e un regalo: conto già verificato, quindi la trafila dell’identificazione non è aggirabile; deposito minimo di 20 €, quindi non si prova il sito con cinque euro; e il bonus non resta tale se non viene giocato secondo i requisiti dell’operatore, che sono scritti nelle sue condizioni e in nessun altro posto.

Il conto che un lettore dovrebbe fare prima di versare i 20 € è quello della perdita attesa sul rigioco. Se il bonus di 50 € va fatto girare, il turnover richiesto è più alto dell’importo incassato, e su quel turnover il margine del mercato si applica come su qualsiasi altra puntata. Con un margine intorno al 5 % e un turnover nell’ordine delle centinaia di euro, la parte di bonus che sopravvive ai requisiti è una frazione dell’importo promesso. Non è un difetto di NetWin: è come funziona qualsiasi bonus reale che va sbloccato.

Il marchio è il più piccolo dei dieci per notorietà e non è il più piccolo per condizioni: concorrenza sulla verifica del conto, un deposito minimo basso e nessuna scorciatoia sui requisiti. Il bonus è modesto e la verifica è seria, e chi cerca un accredito immediato da usare subito troverà l’offerta meno rapida di altre.

Eurobet: un palinsesto senza confini, dai mercati sportivi agli eventi di spettacolo

Calcio, tennis e basket, poi Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e persino scacchi; e oltre lo sport, eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica (elezioni). È la copertura che Eurobet dichiara nella propria app, sotto la concessione ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La stessa società gestisce anche Bwin e Giocodigitale, dettaglio che rende Eurobet il caso da manuale della concessione per sito: tre domini autorizzati riconducibili a un solo concessionario.

Guardare il palinsesto di Eurobet serve soprattutto a capire dove finisce la definizione di «evento». L’art. 2, lett. s) del decreto 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi, insieme ai tipi di giocata, preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può giocare solo sugli eventi inseriti in quel programma approvato. I reality show e le elezioni non sono una trovata commerciale: sono voci di un palinsesto autorizzato, aggiunte una per una.

Su un catalogo così largo la scelta diventa il problema, ed è lo stesso problema che riguarda ogni operatore con molti mercati: la tentazione di comporre una multipla tra un derby e una finale di un talent show è esattamente ciò che il margine composto premia di più. Eurobet è il marchio da considerare quando si cerca un evento che nessun altro tratta, non quando si cerca la quota più stretta sul mercato principale.

BetFlag: l’identità digitale diventa la porta d’ingresso

Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a.

Il marchio non ha nella lista un palinsesto da vantare come gli altri, e ha una cosa più utile per una certa categoria di lettore: la descrizione più esplicita dei sistemi di identità digitale tra i dieci operatori. Aprire il conto con SPID significa saltare il caricamento del documento e la fase di validazione, e significa anche arrivare a un conto già pienamente operativo sui prelievi.

Vale la pena essere chiari su quanto vale la differenza. Le pagine degli operatori indicano 30 giorni di tempo per completare la validazione di un conto senza identità digitale, dopodiché il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi si registra con il pulsante più veloce e poi rimanda il documento si sta costruendo una scadenza; chi entra con SPID o CIE quella scadenza non ce l’ha. BetFlag rende quel passaggio esplicito nella propria procedura, e per un lettore che apre il conto e lo lascia fermo per settimane è un argomento più concreto di qualsiasi copertura sui campionati.

Non è un marchio per chi cerca il palinsesto più profondo. È il marchio da valutare quando il problema è la fase di ingresso, e quando si vuole un conto che funzioni davvero dal primo giorno anche per prelevare.

Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi, con i mercati classici

Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo: è la struttura che Betsson dichiara nella propria app, sotto la concessione ADM n. 16027 intestata ad Azzurri Limited — la stessa società che detiene la concessione 16026 di StarCasinò.

I mercati elencati sono quelli che un giocatore italiano riconosce senza spiegazioni, il che dice qualcosa sull’operatore: non prova a inventare un prodotto, presidia il catalogo classico su un volume dichiarato di migliaia di eventi. Il pre-match e il live convivono, e la combo compare tra i mercati nominati, cioè la stessa costruzione in cui il margine si somma tra le gambe.

La concessione condivisa con StarCasinò è la parte da capire prima di qualsiasi confronto. Chi legge due schede applicative e vede due marchi distinti sta in realtà guardando due siti dello stesso concessionario, con due posizionamenti diversi: Betsson porta il libro scommesse con il casinò accanto, StarCasinò nasce dal lato opposto. Il numero 16027 è la concessione di Betsson, il 16026 quella di StarCasinò: due righe distinte nella lista, una sola società dietro.

Per chi cerca un bookmaker generalista, con i mercati standard e una copertura ampia sia prima sia durante l’evento, Betsson è il profilo più prevedibile del gruppo. La prevedibilità, in un mercato dove mezzo listino nasce dal casinò, è un argomento a favore e non un complimento tiepido.

William Hill: dieci euro con SPID contro cinque euro con i documenti

Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport di 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica di 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc.

Nella lista dei dieci questo è l’unico operatore che mette un prezzo sulla comodità. Dieci euro immediati con identità digitale, cinque euro e una finestra di 96 ore per chi carica i documenti a mano: la differenza è di cinque euro e di un’attesa, e la scelta racconta più di una pagina di condizioni. Non è un bonus di benvenuto legato al deposito, e questa distinzione va tenuta ferma: la registrazione con SPID produce un accredito immediato, la via manuale produce un bonus di verifica solo dopo che i documenti sono arrivati, entro quattro giorni.

Il nome del concessionario è l’altro elemento che merita una riga. William Hill Malta Plc è una società maltese che detiene una concessione italiana: la nazionalità della capogruppo non dice nulla sulla protezione del giocatore, che su questo dominio passa dall’ADR, dalla vigilanza ADM e dal RUA come su qualunque altro dei dieci. Chi associa «società estera» a «sito straniero» sta confondendo due cose diverse, e su questa lista la confusione costa la lettura corretta di otto marchi su dieci.

Il marchio è il posto naturale per chi vuole chiudere la partita dell’identificazione in un colpo solo e incassare qualcosa subito, e per chi apprezza un’offerta di benvenuto leggibile in una riga senza moltiplicatori da sbloccare. Il rovescio è che dieci euro sono dieci euro: l’offerta è piccola, e chi cerca un bonus capace di sostenere qualche settimana di gioco troverà altrove un importo più alto, con requisiti proporzionati.

StarCasinò: il libro scommesse dentro un casinò, senza nasconderlo

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò. Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited.

Il marchio dichiara il proprio posizionamento nel nome, e va preso sul serio: il libro scommesse è una sezione dentro un’offerta costruita sul casinò, non il contrario. Per un lettore che arriva dal calcio domenicale questa è una differenza sostanziale, perché il formato delle giocate e la profondità dei mercati non sono il centro del prodotto. Per chi cerca un solo conto dove tenere insieme slot e scommesse, invece, è esattamente la struttura richiesta.

C’è una distinzione normativa che su questo marchio diventa più visibile che altrove. Il decreto 41/2024 elenca come concessione unica la possibilità di offrire, in qualsiasi combinazione, scommesse sportive, giochi di abilità e di sorte a quota fissa, giochi di tipo casinò, exchange e bingo: il concessionario è uno, i prodotti possono essere molti. Resta però valida la regola di fondo per cui un marchio presente nella lista non dimostra da solo di offrire scommesse sportive, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi e la verifica si fa sul palinsesto dell’operatore. StarCasinò lo dichiara, e per questo la sua scheda è chiara.

Chi vuole il casinò primo e le scommesse come seconda porta trova qui la concessione giusta e nessun finto posizionamento. Chi vuole un libro scommesse profondo, con mercati live di primo livello, sta guardando il marchio sbagliato della stessa società.

bet365: primo partner di un torneo autorizzato, con il libro più profondo

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc.

Nella lista dei dieci è il marchio con il libro più profondo e con la presenza più larga su sport diversi dal calcio. La concessione è la 16030, di una società maltese, e la nazionalità non intacca nulla della protezione: il conto gira su ADM come tutti gli altri.

C’è un episodio che vale più di qualsiasi slogan, e riguarda il modo in cui ADM costruisce il palinsesto. A settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, un circuito di tennistavolo, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Non è pubblicità: è la dimostrazione che l’elenco degli eventi giocabili non è un catalogo aperto ma una lista che si allunga un evento per volta, e che il primo operatore a stare su un torneo nuovo può averlo in esclusiva per un po’. Il vantaggio di un marchio grande, su questo mercato, non è solo la liquidità: è la vicinanza al regolatore che decide cosa si può giocare.

Il rovescio della medaglia è il costo di quella profondità. Il marchio dichiara anche periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione tra i propri strumenti, e indica il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo 800 55 88 22 come riferimento per i residenti in Italia. Su un catalogo che copre dal calcio alla freccette, la disponibilità non è il problema: il problema è che un’offerta così continua rende più facile giocare di più, e i limiti di versamento vanno impostati prima, non dopo.

Planetwin365: il calcio italiano ed europeo con oltre venti sport

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a.

La combinazione tra la profondità sul calcio italiano e la larghezza su oltre venti sport è il tratto distintivo del marchio, e la sua scheda nella lista è la più dettagliata sul calcio nostrano: dalla Serie A fino alla Serie C e alla Coppa Italia. Per un lettore che gioca soprattutto sui campionati italiani, e che vuole trovare il mercato anche su una partita di Serie C, è il profilo che risponde meglio.

La concessione 16007 di Pwo S.p.a. è una delle più basse della serie 16000-16051, e il numero non ha un valore di merito: identifica la riga dell’elenco, non l’anzianità né l’affidabilità. Su questo va detto una volta per tutte, perché la tentazione di leggere un numero basso come un punteggio è forte, e l’elenco ADM non è una classifica.

Il campo in cui Planetwin365 è più esposto è quello dove l’offerta è anche il rischio: un palinsesto che arriva alla Serie C e a più di venti discipline è un palinsesto che offre molti posti dove giocare, e ogni mercato secondario porta con sé un margine che non è quello del mercato principale. Il marchio è la scelta naturale per chi cerca copertura, non per chi cerca il prezzo più stretto su una partita di cartello.

Siti inibiti, mirror e PEC: cosa fare quando il dominio non si apre

Chi ha già un conto su un sito estero si trova prima o poi davanti a tre situazioni, e conviene sapere in che ordine arrivano. La prima è il dominio che non risponde. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, con entrambi i metodi ancora in funzione durante la transizione; l’ultimo elenco aggiornato è quello del 13 ottobre 2026, e un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore. Se il dominio sparito ha un mirror, il mirror non compare nell’elenco fino all’aggiornamento successivo, e nel frattempo resta raggiungibile. È esattamente questa asimmetria che rende l’inibizione una misura di visibilità e non di esistenza: il sito che un motore di ricerca non mostra più può restare accessibile per settimane attraverso un indirizzo alternativo, e chi ci scommette dentro non ha alcun modo di sapere quale sia il suo stato giuridico in quel momento.

La seconda situazione è il prelievo che rallenta. L’art. 22, comma 1 del decreto 41/2024 prevede il regolamento concordato con la Banca d’Italia per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattano denaro di gioco di operatori senza concessione, con uno stato di attuazione non confermato. Nessuno può dire quando quel regolamento arriverà, e nessuno può escludere che il canale usato per versare smetta di funzionare per il prelievo. Una carta italiana che ha alimentato un conto estero per mesi può rifiutare l’uscita senza alcun preavviso.

La terza è la contestazione, ed è quella che finisce più spesso in una stanza chiusa. Su un operatore con concessione ADM la discussione ha un foro italiano e un’autorità di vigilanza a cui ADM risponde; su un dominio estero la discussione si apre con l’operatore, nelle sue regole, nella sua lingua e nella sua giurisdizione. Prima di arrivare a quel punto, l’unico controllo utile è a monte: cercare il marchio nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e cercare il numero di concessione nelle condizioni dell’operatore. Se il numero c’è, il resto del sistema — limiti, RUA, imposta già pagata — viene con esso. Se non c’è, non c’è nemmeno il resto.

Prevenzione: cosa si lascia sul tavolo restando fuori dal sistema

Il costo di un sito senza concessione non si misura in euro. Si misura in strumenti che il giocatore non trova: nessun aggancio al RUA, nessun limite di deposito imposto, nessun canale di contatto con orari e giorni fissati. L’art. 15, comma 1 del decreto 41/2024 impone ai concessionari autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Sono obblighi, e gli obblighi si possono far valere. Su un dominio estero non c’è nulla da far valere.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

La prevenzione, in pratica, sta in tre atti che si compiono prima di aprire un conto e non dopo. Impostare alla registrazione un limite di deposito realistico, sapendo che abbassarlo è immediato e alzarlo costa sette giorni. Scegliere se entrare con SPID o CIE, che elimina la scadenza dei 30 giorni e la sospensione dei prelievi. E conoscere il RUA prima di averne bisogno, perché l’autoesclusione è uno strumento che si cerca lucidamente e non nel momento in cui serve, e perché su una piattaforma non autorizzata non esiste affatto. Chi ha un rapporto problematico con il gioco può contattare il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato anche dalle app degli operatori italiani per i residenti nel Paese.

L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo che vale la pena conoscere, perché riguarda la qualità dell’informazione che il giocatore riceve: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Sono soldi che esistono per legge, e sono la ragione per cui su un sito italiano le avvertenze non sono un decoro.

Il quadro non è uniforme nemmeno fuori dal perimetro concessorio, e va detto senza allarmismi. Le vincite ottenute da siti esteri ricadono nella lettura dell’Agenzia delle Entrate come redditi diversi da dichiarare, senza ritenuta e senza deduzioni, per l’intero importo ricevuto, con un’aliquota IRPEF non nota e la raccomandazione di sentire un commercialista. Non è una tassa nascosta: è un obbligo dichiarativo che quasi nessuno considera quando sceglie dove giocare, e che arriva con il modello Redditi PF o con il 730 dell’anno successivo.

Domande frequenti

Che cosa si rischia, in concreto, scommettendo su un sito senza concessione ADM?

Si perdono gli strumenti garantiti dalla legge: aggancio al RUA, limiti di deposito imposti, vigilanza ADM su palinsesto e pagamenti, foro italiano. ADM stessa richiama l’art. 4 della legge 401/1989 precisando che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è noto.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM è il test completo: chi non vi compare non ha la concessione, e una licenza straniera non ne tiene il posto. L’elenco non indica i giochi offerti, quindi il passo successivo è leggere nelle condizioni dell’operatore il numero di concessione e la società concessionaria.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, estende l’autoesclusione a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Le durate variano: Admiralbet indica da 7 a 270 giorni oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. I siti senza concessione non vi sono collegati.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta ogni forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il divieto non riguarda l’esistenza del bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e Admiralbet chiede di fissare anche un limite di ricarica e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il tetto legale riguarda il deposito, non la singola puntata.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica — 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite pagate — è a carico dell’operatore. La ricostruzione è riportata dalla stampa di settore: su una posizione personale la via corretta resta un commercialista.

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