Scommesse sportive sicuri 2026: 52 concessioni, ognuna legata a un sito .it
Aggiornato al 30 Ottobre 2026; concessioni e numeri di concessione verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sui termini e condizioni degli operatori.

Un bookmaker che accetta scommesse in Italia ha un numero di concessione. Non un logo, non una licenza estera appesa in fondo alla pagina, non una posizione in una classifica: un numero rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritto a chiare lettere nei termini del conto di gioco, valido per quel singolo sito e per nessun altro. È il documento che decide se davanti a te c’è un operatore vigilato o una pagina web che domani può sparire, e conviene guardarlo prima di guardare le quote, perché le quote restano identiche e cambia tutto il resto.
La distinzione non è formale. Un concessionario risponde a un’autorità italiana, versa l’imposta unica, alimenta il Registro Unico degli Autoesclusi, ti lascia fissare un limite di deposito al momento dell’iscrizione e ti dà un foro italiano se il conto va storto. Un sito senza concessione non fa nulla di tutto questo: non è collegato al RUA, non è vigilato dall’ADM, può essere oscurato a livello DNS da un giorno all’altro e, secondo quanto l’ADM stessa scrive citando la Legge 401/1989, espone anche il giocatore a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. Chi apre un conto lì non sta scegliendo un bookmaker più libero, sta scegliendo un bookmaker che non risponde a nessuno.
Qui sotto c’è l’ordine delle cose che contano, dalla norma al conto vero, e poi le dieci piattaforme con concessione che abbiamo messo a confronto. Il criterio della classifica non è il gusto estetico dell’app: è ciò che l’operatore dichiara, ciò che la sua concessione copre e ciò che il suo regolamento costa a chi ci punta una settimana di stipendio.
La normativa che rende sicuro un bookmaker italiano
Per capire cosa significa «sicuro» bisogna sapere chi concede il permesso, con quale legge e con quali soldi. Il quadro è cambiato da poco e vale la pena metterlo in fila, perché molte delle cose che si leggono in giro sulle scommesse online in Italia descrivono un mercato che non esiste più.

Chi autorizza davvero le scommesse online in Italia
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM: la regola è scritta a chiare lettere nelle FAQ dell’Agenzia, che per verificare se un operatore è autorizzato rimanda all’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul proprio sito. L’Agenzia è l’ADM (ex AAMS): il nome vecchio resiste nel linguaggio comune, nei vecchi articoli e in mezza internet, ma il regolatore è lo stesso ufficio con una denominazione nuova.
La cornice legislativa è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non si comprano a sportello: si assegnano con gara pubblica, e l’articolo 6, comma 3 fissa in nove anni la durata massima del titolo, senza rinnovo automatico. La gara indetta a settembre 2025 si è chiusa con 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sono numeri che dicono una cosa semplice: entrare in questo mercato costa milioni e si gioca su un titolo a scadenza. Chi paga quella cifra non lo fa per gestire un sito pirata.
Quello che la concessione copre e quello che non copre
Qui sta l’equivoco che manda fuori strada più lettori di qualunque altro. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Un concessionario può tenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione.
Conseguenza diretta: l’elenco dell’ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome presente su quella lista non dimostra, da solo, che quel marchio accetta scommesse sportive. La cosa si verifica solo sul sito e sull’app dell’operatore, dove il palinsesto si vede. E non è una sottigliezza da giuristi: diverse piattaforme del confronto nascono dal casinò e hanno aggiunto il bookmaker dopo, quindi l’ordine delle cose che trovi in home page non è quello che immagini leggendo la parola «concessionario».
C’è poi la questione del perimetro. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. per esempio gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale con titoli distinti. La società concessionaria quasi mai porta il nome del marchio commerciale — dietro Lottomatica e Goldbet c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., dietro Betsson e StarCasinò c’è Azzurri Limited — e questo è esattamente il motivo per cui il numero di concessione va letto nei termini del conto di gioco e non dedotto dal nome del sito.
Come si verifica un numero di concessione in due minuti
La verifica seria si fa su due documenti che stanno entrambi sotto i tuoi occhi. Il primo è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM: letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici che vanno da 16000 a 16051, e ogni codice è legato a un solo sito .it. Non serve leggere tutte le righe: serve cercare lì dentro il nome della società che compare nei termini dell’operatore.
Il secondo documento sono i termini e condizioni del conto di gioco dell’operatore stesso, dove il titolo è dichiarato. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. È la forma standard: numero, autorità, sito. Se il numero dichiarato non si trova sull’elenco, o se nei termini non c’è alcun numero, la domanda ha già la sua risposta.
Due precisazioni che evitano abbagli. Un marchio assente dalle nostre dieci schede non è per questo privo di concessione: i concessionari autorizzati sono più dei dieci che una pagina può ragionevolmente esaminare, e questa non è una lista esaustiva del mercato. E all’inverso, un concessionario può operare su più marchi: la lista non è un elenco di insegne ma di siti autorizzati.
Palinsesto, virtuali e ippica: la griglia approvata dall’ADM
L’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM: si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quella griglia approvata, e l’ADM li autorizza uno per uno. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali discipline e quante tipologie di scommessa stiano dentro un determinato palinsesto, però, non è scritto da nessuna parte in modo uniforme: si vede dal bookmaker.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’articolo 2, lett. v): sono le scommesse su eventi sportivi e ippici generati al computer e mostrati con animazione o con la registrazione di un evento reale, ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. Le trovi sulle piattaforme sotto l’etichetta «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose separate nella legge: le scommesse su corse di cavalli a quota fissa o a totalizzatore dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale con una concessione propria, con le formule da totalizzatore del tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté. Se un marchio online accetti oggi i totalizzatori di ippica nazionale è materia senza risposta univoca.
Sul betting exchange vale la pena fermarsi un secondo, perché è il gioco che più spesso viene confuso con una piattaforma straniera. L’articolo 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco a sé, e l’articolo 2, lett. u) chiarisce il meccanismo: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole specifiche per i conti sull’exchange italiano, per esempio una puntata minima da 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è un capitolo aperto.
Quando un sito non ha la concessione: cosa succede e quando
L’offerta di gioco a chi sta in Italia senza concessione è illegale, e l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce la macchina che la contrasta: l’ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Le conseguenze cadono in momenti diversi, e la sequenza è la parte interessante. L’oscuramento agisce a livello DNS, e non tutti gli operatori di rete si aggiornano alla stessa velocità: nell’ordine del 24 settembre 2025 il totale dei domini inibiti è arrivato a 11.481 secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il giocatore che sceglie un sito non autorizzato, quindi, non trova necessariamente una porta chiusa: trova una porta che si apre e si chiude senza preavviso, con il saldo dentro.
Ma il punto più duro non è tecnico. L’ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, mette in fila le due facce della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — questa è la parte che quasi nessuno legge — la sanzione per il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Che la regola valga anche per chi punta, però, è l’ADM stessa a scriverlo.
Il divieto di pubblicità e il suo effetto pratico
Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 convertito dalla legge n. 96/2018, è in vigore: l’ADM cita il testo il 28 febbraio 2024 e vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa, le affissioni e internet. La vigilanza è dell’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.
Il quadro si sta muovendo e conviene dirlo con precisione, perché la materia è in transizione. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha comminato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è appunto una proposta: al momento della verifica non se ne conosce l’esito e il divieto resta in vigore.
Cosa cambia per chi scommette? Meno di quanto sembri, in un verso inatteso. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto: le promozioni ci sono, semplicemente non possono essere sbandierate durante la partita. E siccome non esiste un tetto di legge né ai bonus né ai requisiti di puntata, ogni cifra che leggi in una promozione viene dai termini di quell’operatore e da nessun altro: va confrontata con quella, non con un ideale di mercato che non c’è.
Tasse: chi paga, e cosa resta al giocatore
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025; la misura è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore la conseguenza è più semplice di quanto il dibattito faccia pensare. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario: secondo la stampa di settore si tratta di somme «tassate alla fonte», il giocatore riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale il consiglio ovvio: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il discorso cambia del tutto se le vincite arrivano da un sito senza concessione o estero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che hai in mano prima di giocare
Gli obblighi dell’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 non sono un elenco di buone intenzioni: sono strumenti che il concessionario deve metterti a disposizione, e che diventano utili solo se sai quando usarli. La parte che conta è il momento in cui ciascuno di essi produce un effetto, perché quasi tutti hanno una corsa diversa a seconda che ti protegga o ti sblocchi.

Cosa scegli al momento della registrazione
Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sisal Matchpoint consente di entrare nel conto anche con Touch ID dall’app.
Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Un dettaglio che sembra burocratico e vale invece un ritiro mancato: il documento caricato male non è un fastidio, è un blocco dei pagamenti in uscita.
Nella stessa fase, e questo è il punto che molti liquidano come una formalità, l’operatore chiede di impostare i limiti. I termini di Admiralbet prevedono in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. L’articolo 15, comma 1 del decreto del 2024 mette tra gli obblighi del concessionario i limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore, i limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM — i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota.
C’è un tetto di legge agli importi che puoi puntare? Un limite statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta. Gli strumenti che vincolano davvero sono i tuoi autolimiti e il limite di deposito scelto all’iscrizione: non esiste un numero scritto da un’autorità che ti fermi la mano sul taglio della singola giocata.
Il limite di deposito e l’asimmetria che nessuno ti dice
L’asimmetria è tutta qui, e vale la pena guardarla bene perché è la cosa che il giocatore scopre sempre nel momento peggiore. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Le pagine degli operatori mostrano la stessa struttura: un limite settimanale fissato all’iscrizione, un abbassamento che si applica subito e un’attesa di sette giorni per alzarlo.
Il verso della corsa non è un caso. L’operatore ti rallenta quando vuoi giocare di più e ti asseconda quando vuoi giocare di meno, e il ritardo di sette giorni è l’unico momento di raffreddamento che il sistema ti offre senza chiederti di smettere. Per chi ha un rapporto complicato con le puntate è il dettaglio più utile di tutta la pagina.
Poi c’è l’aritmetica del deposito, che si legge meglio con dei numeri. Immagina di stabilire in registrazione un limite di ricarica di 100 € a settimana e di puntarli una volta sola su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato. Le due quote non sono complementari: la loro somma di probabilità implicite è 1 ÷ 1,90 + 1 ÷ 1,90, cioè 1,0526, quindi la quota di payout del mercato è 1 ÷ 1,0526, ovvero circa il 95 %, e il margine del bookmaker è il 5 % di quanto si punta su quel mercato.
Moltiplica quel margine per il tuo giro settimanale di 100 € e ottieni una perdita attesa nell’ordine di 5 € a settimana: significa che ripetere questa giocata per venti settimane al mese di riferimento equivale, in media, a lasciare sul tavolo intorno ai 100 €, cioè il valore di un intero giro di ricariche. La stima è un valore medio su molte giocate e condizioni dichiarate, non un esito garantito per la singola puntata: puoi vincere per dieci settimane di fila, e la media non cambia. Il margine non è una tassa nascosta né una ruberia: è il prezzo del servizio, e vale la pena sapere quanto costa prima di fissare il limite di ricarica a una cifra che poi giocheresti per abitudine.
Autoesclusione: cos’è il RUA e quando si può tornare
Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e la sua caratteristica decisiva è il perimetro: durante un’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il blocco non è quindi un favore del singolo bookmaker, è un muro che attraversa tutto il mercato legale: cambia conto, cambia bandiera, non cambia nulla.
L’autoesclusione ha anche una dimensione tecnica che vale la pena conoscere. Può essere trasversale, e cioè riguardare tutti i concessionari con il blocco di nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Le date contano, perché il quadro si è allargato. I termini di Admiralbet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi: la stampa di settore riferisce che da quella data partono anche le forme parziali di esclusione, e l’ADM conferma che il provvedimento a tempo determinato non può essere revocato prima della scadenza.
Quel dettaglio merita di essere letto due volte, perché è l’unico caso in cui la piattaforma non può fare nulla per te, nemmeno se glielo chiedi con insistenza. Il periodo breve è davvero breve — una settimana — mentre il periodo lungo è una pausa di nove mesi con un vincolo che non si può sciogliere. In mezzo c’è la scelta a tempo indeterminato, che è la più seria delle tre e anche quella che nessun operatore ti invita a prendere: non conviene a lui, e questo è esattamente il motivo per cui il registro esiste come strumento pubblico e non come cortesia commerciale.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e i concessionari lo rilanciano: tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 ci sono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Due modi di scrivere lo stesso numero, un solo posto dove chiamare.
Sui minori la legge non improvvisa: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori di età tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Il divieto di pubblicità di cui si è detto vale per tutti gli operatori, ma il vincolo sull’età è specifico del sistema concessorio e chi opera fuori da quel sistema non lo applica allo stesso modo.
Dove finisce la tutela: i siti che al RUA non sono collegati
Questo è il punto in cui la parte sulla prevenzione e quella sulla normativa si toccano, e conviene dirlo una volta sola e in modo netto. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Una persona autoesclusa che apre un conto su un sito non autorizzato non è protetta da nulla: il blocco che funziona su ogni piattaforma ADM si ferma esattamente al confine dell’elenco, e dall’altra parte non c’è nessun registro, nessuna autorità e nessun canale di reclamo italiano.
Per chi convive con un problema di gioco questa è l’informazione decisiva, più di qualunque quota. La tutela non è una funzione del sito, è una funzione del titolo: se il titolo manca, l’autoesclusione è una preghiera rivolta a un server che nessuno vigila. Vale la pena ripeterlo nel modo più chiaro possibile, perché è l’unico passaggio di questa pagina che può fare la differenza fra una ricaduta e una giornata storta.
La classifica delle piattaforme con concessione ADM
Dieci piattaforme, ognuna con un numero di concessione dichiarato, una società concessionaria e una scheda appoggiata su ciò che l’operatore stesso scrive. I criteri sono tre: la trasparenza del titolo, l’ampiezza del palinsesto per chi scommette su sport, e la struttura dell’offerta di benvenuto con quello che il suo regolamento costa. Non c’è un migliore in assoluto, c’è un migliore per una situazione.
| Piattaforma | Numero di concessione e concessionaria | Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul punto |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions, Europa e Conference League e oltre 20 sport con risultati in diretta |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, con eventi di spettacolo e di politica |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | apertura del conto con registrazione classica oppure identificazione con SPID o CIE; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | bonus di benvenuto pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | bonus sport da 10 € registrandosi con SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto con app e registrazione |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
La colonna che salta all’occhio è quella dei numeri, e non per il motivo che si immagina. Tre codici su dieci sono consecutivi per caso — 16007, 16008, 16009 — e due marchi che si contendono lo stesso pubblico, Goldbet e Lottomatica, appartengono alla stessa società concessionaria: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La stessa cosa vale per StarCasinò e Betsson, entrambi riconducibili ad Azzurri Limited. Vuol dire che la concessione è per sito e non per azienda, e che due insegne concorrenti possono rispondere alla stessa struttura. Per chi sceglie non cambia nulla di operativo, cambia la lettura: la differenza tra due piattaforme dello stesso gruppo la fanno i palinsesti e le promozioni, non la solidità del titolo, che è identica.
La seconda colonna da leggere con attenzione è quella delle dichiarazioni. Quasi tutte le schede descrivono un prodotto — campionati, mercati, funzioni — e questo è quanto un operatore può dire di sé senza infrangere il divieto di pubblicità. Le uniche due voci che parlano di soldi sono NetWin e William Hill, e in entrambi i casi si tratta di un importo dichiarato nei termini o nella pagina di aiuto, non di un tetto di sistema.
Una riga di metodo, perché è la differenza tra questa tabella e le classifiche che si trovano in giro. La concessione ADM non dice chi paga meglio: dice che tutti e dieci questi marchi rispondono alle stesse regole di fondo, dalle quali nessuno può uscire. Le differenze vere stanno un livello sotto, e sono il palinsesto, il margine praticato su quel mercato e le condizioni della promozione.
| Criterio | Cosa guardare | Perché conta per chi punta |
|---|---|---|
| Titolo | numero di concessione dichiarato nei termini, verificato sull’elenco ADM | senza titolo non ci sono RUA, vigilanza né foro italiano |
| Perimetro del titolo | se il marchio espone davvero un palinsesto di scommesse sportive sul proprio sito | il nome sull’elenco non dimostra l’offerta sportiva |
| Palinsesto | campionati, sport extra-calcio e presenza del live | decide se ci trovi la partita che vuoi seguire |
| Mercati | 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori, combo, cash out | cambia quante strade hai per chiudere o coprire una giocata |
| Costo della promozione | deposito minimo, conto verificato, requisito di giocata | è la parte dell’offerta che si paga con tempo e vincoli |
| Adempimenti del conto | metodi di identificazione ammessi, tempi di validazione | un conto non validato blocca i prelievi |
Le due tabelle vanno lette insieme, e il criterio che pesa più di tutti nella seconda non è quello che ci si aspetta. Il costo della promozione è l’unica voce che il giocatore paga di tasca propria, sotto forma di giocate obbligate, ed è anche l’unica che le pagine promozionali non mettono in evidenza.
Planetwin365: il palinsesto più largo della lista
La concessione è la n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., e il sito di riferimento è il proprio dominio .it. La scheda appoggiata sull’app descrive una copertura che va dai principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — alle competizioni internazionali come Champions League, Europa League e Conference League, con oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta.
Quello che colpisce non è l’elenco in sé, che assomiglia a quello di chiunque altro, ma la presenza della Serie C. È la lega che molti bookmaker trattano di malavoglia, con quote pubblicate tardi e mercati ridotti, ed è anche quella su cui un giocatore di provincia trova le partite che conosce davvero. Un palinsesto che include la terza serie italiana e la Conference League nello stesso prodotto ha una logica: prende il tifoso che guarda la squadra sotto casa e quello che segue la coppa europea, senza chiedergli di cambiare bookmaker a seconda della domenica.
Il giudizio: è la scheda giusta per chi costruisce le giocate sulla profondità del cartellone più che sul singolo evento di cartello, e per chi vuole che la partita minore della sua zona esista anche sul bookmaker.
Eurobet: dal calcio alla politica, passando per gli scacchi
Il titolo è la concessione n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app descrive un palinsesto che parte dal calcio, dal tennis e dal basket e arriva alla Formula 1, alla MotoGP, al baseball, al volley, al ciclismo, al rugby, al golf e agli scacchi, per proseguire con eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.
Gli scacchi e le elezioni nello stesso palinsesto sono la sintesi di un’idea di prodotto molto precisa. È il bookmaker per chi ha voglia di cercare, non per chi vuole la quota sul derby e basta: la stessa persona che apre il calendario di un torneo di scacchi è quella che legge il listino politico, e la piattaforma non le chiede di cambiare casa. Per chi punta solo sui mercati principali il listino extra è rumore, e vale zero.
Il giudizio: una piattaforma per chi considera il palinsesto una libreria da esplorare; chi vuole tre mercati sul calcio e la quota migliore sul 1X2 troverà l’ampiezza inutile e la ricerca faticosa.
BetFlag: identificazione leggera, conto validato subito
La concessione è la n. 16008, di Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Qui il punto non è il palinsesto ma la trafila d’ingresso, ed è un punto che vale soldi veri. Se il conto si apre con SPID o CIE i dati vengono importati e la validazione è immediata; con la registrazione manuale si carica il documento e si aspetta, e finché l’identificazione non è completata il conto può essere sospeso e i prelievi bloccati. Chi apre il conto con l’idea di depositare subito e prelevare il giorno dopo dovrebbe leggere questa riga due volte: la differenza tra i due percorsi non è di comodità, è di giorni di attesa sul saldo.
Il giudizio: il percorso di apertura è tra i più ordinati della lista per chi ha già SPID o CIE attivi, e diventa una perdita di tempo per chi sceglie la via tradizionale senza avere i documenti a portata di mano.
NetWin: il bonus in denaro che nessuno nasconde
La concessione è la n. 16035, di Netwin Italia S.p.a. L’offerta di benvenuto sport è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con un deposito minimo di 20 €.
La parola che conta è «reale», e il numero che la sostiene è 50 €. È un bonus in denaro, non una freebet: la differenza pratica è che in una freebet la puntata non torna con la vincita, mentre un bonus in denaro accredita una somma che si gioca secondo il requisito previsto. Due condizioni stringono però l’offerta in una forbice: il conto deve essere già verificato e il deposito deve arrivare ad almeno 20 €. Il primo requisito significa che l’accredito arriva quando l’identificazione è chiusa, e questo intreccia la promozione con la trafila del conto; il secondo esclude chi voleva provare con dieci euro.
Il giudizio: l’importo è onesto e la struttura è semplice, ma il tetto di 50 € la rende una promozione da primo conto e non da primo deposito importante; chi pensa di versare 500 € troverà l’offerta piccola rispetto al gesto.
William Hill: dieci euro subito, o cinque dopo i documenti
La concessione è la n. 16044, di William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Il punto non è la cifra, è il bivio. Lo stesso operatore paga il doppio a chi arriva con identità digitale e la metà a chi manda i documenti, e la finestra delle 96 ore è una scadenza vera: chi apre il conto di venerdì e si ricorda del documento il lunedì successivo ha già perso il bonus di verifica. È il caso più chiaro di tutta la pagina in cui la scelta del metodo di registrazione diventa una decisione economica prima ancora che una comodità.
Sul funzionamento dei bonus l’operatore è più esplicito di molti concorrenti: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. È la frase che smonta l’idea del «bonus» come denaro disponibile: il credito entra nel conto, ma per uscire deve passare dalle giocate.
Il giudizio: la combinazione tra premio più alto per SPID e tetto di 100 € per singola giocata premia chi ha l’identità digitale pronta e chi punta senza fretta, mentre il bonus dimezzato per la via manuale è la vera discriminante dell’offerta.
StarCasinò: il casinò che ha messo un bookmaker in salotto
La concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio dichiara la propria identità senza girarci intorno, e questo è utile in entrambi i sensi. Chi cerca un bookmaker puro troverà una piattaforma dove il calcio condivide lo spazio con le slot, e le promozioni tendono a parlare più al casinò che allo sport; chi invece alterna una giocata sportiva a una sessione di gioco troverà tutto nello stesso conto, con un solo saldo e una sola trafila di prelievo.
Il giudizio: è una scelta di comodo per chi vuole sport e casinò sotto lo stesso tetto, e un doppione inutile per chi scommette soltanto e preferisce un prodotto sportivo senza contorno.
Goldbet: schedine per tutti i gusti, identità da controllare
La concessione è la n. 16009, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e con il download dell’app e la registrazione è previsto il bonus di benvenuto.
La copertura delle tipologie di scommessa è la più completa della lista: singola, multipla e sistema nello stesso prodotto, più la distinzione tra pre-match e live. Un sistema, va ricordato, costa più di una multipla di pari importo perché moltiplica le combinazioni, e per questo la piattaforma che lo mette in prima pagina si rivolge a chi ama costruire. Il fatto che il pacchetto promozionale sia legato al download dell’app dice poi qual è il canale che l’operatore considera suo.
Il giudizio: la varietà delle tipologie è il vero servizio qui, mentre il bonus appeso all’app è una condizione di comodo che non aggiunge valore alla giocata.
Betsson: il catalogo dei mercati come argomento
La concessione è la n. 16027, di Azzurri Limited. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Qui l’argomento non è il numero degli eventi ma la loro declinazione: passare dall’1X2 al GG/NG, dai marcatori alla combo significa avere quattro modi diversi di raccontare la stessa partita, e ognuno di quei modi ha un margine diverso. È il tipo di prodotto che premia chi ragiona sul mercato e non sull’esito: si può coprire una giocata con una combo o cercare valore sul Goal/NoGoal, e per farlo serve che i mercati esistano e siano liquidi.
Il giudizio: il catalogo dei mercati giustifica la scheda per chi punta in modo ragionato su una sola partita, mentre per chi cerca l’evento curioso o il campionato esotico la profondità del listino è meno evidente.
SNAI: quando il mercato è la scommessa, non la partita
La concessione è la n. 16032, di Snaitech Spa. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il risultato esatto e i cartellini sono i mercati con i margini più alti del listino, ed è bene dirlo senza giri di parole: sono anche i più spettacolari. Chi li sceglie paga la spettacolarità sotto forma di quota di payout più bassa, e la pagina dell’operatore non lo nasconde, semplicemente non lo dice. Il Cash Out aggiunge una decisione in più, che è anche un costo in più, perché la chiusura anticipata ha un prezzo incorporato rispetto al valore atteso della giocata: utile a chi vuole bloccare, non gratuito.
Il giudizio: la scheda è interessante per chi vuole giocare il dettaglio — numero di goal, tiri, cartellini — e per chi ama chiudere una giocata prima del novantesimo, mentre chi punta il risultato finale troverà il resto del listino superfluo.
Lottomatica: il live con lo streaming accanto
La concessione è la n. 16010, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming accanto al mercato live è il modo in cui il bookmaker ti tiene davanti alla partita mentre la quota si muove, e il meccanismo ha due facce. A favore: vedi con i tuoi occhi quello che stai prezzando, e la scommessa live smette di essere un numero che lampeggia. Contro: l’oscillazione della quota ti invita a entrare e uscire, e ogni rientro è un nuovo pagamento del margine. Il live non è una scorciatoia, è un ambiente più veloce.
Una nota sul titolo, perché è la cosa meno visibile della scheda: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è la stessa società concessionaria dietro il marchio Goldbet, con un numero di concessione diverso. Due insegne, una struttura, due siti .it autorizzati.
Il giudizio: chi segue la partita e vuole giocarla mentre si gioca trova qui l’accoppiata più naturale della lista, ma la velocità del live è un moltiplicatore di decisioni e va presa con un limite di spesa già fissato.
Panoramica: come funziona davvero una scommessa sicura in Italia
Messe insieme le tessere, il disegno è semplice e per niente rassicurante. Una scommessa sportiva su una piattaforma con concessione ADM è un contratto tra te e un’azienda che ha pagato milioni per stare in quel mercato, sottoposta a una vigilanza che nessun sito estero accetta, dentro un sistema fiscale che tassa il concessionario e non te, con un registro pubblico che può bloccarti l’accesso a tutte le piattaforme insieme se decidi di smettere. Nessuna di queste cose rende una giocata più probabile. Tutte insieme rendono il contorno prevedibile.
Cosa contiene davvero una quota
La quota non è una previsione, è un prezzo che comprende un margine. Su un mercato a due esiti, la somma delle probabilità implicite è per definizione superiore a 1, e quella eccedenza è il margine che il bookmaker trattiene su quanto si punta su quel mercato. Un mercato a quota 1,90 su entrambi i lati — esempio illustrativo, non prezzo quotato — restituisce il 95 % circa di quanto si gioca, e il resto resta al banco.
La differenza tra un mercato principale e un mercato di nicchia sta quasi tutta qui. L’1X2 di un campionato maggiore è il listino più affollato e anche quello con il payout più alto; il risultato esatto, i marcatori o i cartellini hanno payout più bassi, e il margine è il prezzo che paghi per la specificità. Sapere questo non cambia l’esito di una partita, cambia la scelta di cosa giocare quando hai due idee equivalenti in testa.
Glossario dei termini che servono, e di quelli che confondono
Il vocabolario di una schedina è piccolo e vale la pena metterlo in ordine, perché metà delle incomprensioni nasce da lì. La singola è una giocata su un solo esito; la multipla combina più eventi e moltiplica le quote, con il vantaggio di un prezzo più alto e il costo di dover azzeccare tutto; il sistema è un insieme di combinazioni, e costa più di una multipla di pari importo perché moltiplica le possibilità. Il DNB, draw no bet, è la giocata che viene rimborsata in caso di pareggio. Il palinsesto è la griglia di eventi approvata dall’ADM su cui si può scommettere. Il cash out chiude una schedina prima della fine dell’evento, a un prezzo che l’operatore stabilisce in quel momento.
E poi ci sono i termini che confondono, e sono quelli fiscali e normativi. «AAMS» è il vecchio nome dell’autorità, oggi ADM. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori: la legge vieta la pubblicità, non l’esistenza della promozione, e non fissa né un tetto ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi ogni condizione viene dai termini di quell’operatore. «Siti oscurati» significa inibiti a livello DNS, e i mirror che ricompaiono sono esattamente il motivo per cui una pagina raggiungibile non è una pagina legale.
Una nota sui punti di ricarica, che è la parte meno glamour e più utile: l’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM tenga un registro dei punti vendita ricariche — tabaccai e ricevitorie — che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure con contanti fino a 100 € a settimana in totale. Quei punti non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Tra i metodi che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria con SisalPay e Mooney; la lista di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulla criptovaluta presso i concessionari ADM la posizione resta aperta, e nessuna norma indica strumenti approvati.
Errori che costano, e dove si verificano
Tre cose fanno perdere soldi o tempo più di ogni altra, e nessuna ha a che vedere con la bravura nel pronosticare. La prima è il conto non validato: senza SPID l’identificazione va chiusa entro 30 giorni, e finché non lo è il conto può essere sospeso e i prelievi bloccati. La seconda è la rigiocata dei bonus: un credito promozionale non è denaro disponibile, e per diventare prelevabile deve passare dalle giocate previste dal regolamento. William Hill lo scrive chiaramente — i bonus non sono subito prelevabili e vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM — e anche il tetto di 100 € per singola scommessa mostra che il credito ha una vita regolata.
La terza è il limite di deposito alzato d’impulso. L’aumento ha effetto dopo 7 giorni; la riduzione è immediata. Chi decide di alzare il limite dopo una serata storta non lo alza quella sera, e in quei sette giorni il sistema gli sta facendo un favore che non ha chiesto.
Quello che resta fuori dal perimetro, e perché conviene saperlo
Fuori dal perimetro della concessione c’è un mercato che continua a esistere e a comparire nei risultati di ricerca, con licenze estere che in Italia non hanno alcun valore. Non c’è un marchio da fare come esempio, perché l’elenco cambia e le insegne dietro i mirror si spostano: c’è un meccanismo, ed è sempre lo stesso.
Un operatore senza concessione non versa l’imposta unica in Italia, non è collegato al RUA, non deve metterti a disposizione i limiti obbligatori, non è vigilato dall’ADM ed è esposto all’oscuramento con la sua lista di domini inibiti. Dal lato del giocatore non c’è nulla di tutto questo: nessun registro che ti blocchi quando decidi di fermarti, nessun foro italiano se il saldo non arriva, e secondo quanto l’ADM scrive citando la Legge 401/1989, la partecipazione a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionata con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite, se arrivano, ricadono nella disciplina dei redditi diversi della risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010.
Il paragone onesto è questo: un concessionario ADM ti dà il RUA, la vigilanza, un limite di deposito che puoi abbassare in un istante e un tribunale italiano. Un marchio .com senza concessione non ti dà nessuna di queste cose, in cambio di un prodotto che, quando funziona, assomiglia molto a quello legale. Chi considera il rischio di rimanere senza saldo e senza ricorso un prezzo accettabile può fare la sua scelta; chi vuole un posto dove fermarsi quando serve trovare la porta chiusa sa dove sta.
Cosa fare, nell’ordine in cui va fatto
La sequenza pratica è breve e vale più di qualunque consiglio sulle quote. Prima si cerca il numero di concessione nei termini del conto di gioco dell’operatore che si sta valutando. Poi si verifica quel numero e quel sito sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Poi si guarda se il palinsesto del marchio contiene davvero lo sport che interessa, perché il nome sull’elenco non garantisce l’offerta sportiva. Si apre il conto con SPID o CIE, così la validazione è immediata e i prelievi non restano appesi. Si fissano subito i limiti, sapendo che abbassarli è immediato e alzarli costa sette giorni. Si legge il regolamento della promozione prima di depositare, non dopo aver ricevuto il bonus.
E se il gioco smette di essere un passatempo, l’ordine è ancora più corto: si chiede l’autoesclusione dal portale ADM con SPID o a un concessionario, sapendo che il blocco copre tutti gli operatori con concessione ADM, che la durata va da 7 a 270 giorni o è indeterminata, che quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza e che il numero verde 800 558822 risponde in modo gratuito e anonimo.
Domande frequenti sulle scommesse sportive legali in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il nome della società concessionaria nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, e si confronta il numero dichiarato dall’operatore nei termini del conto di gioco con quello che compare accanto a quel sito. Se il numero non esiste sull’elenco, la risposta è già arrivata.
Perché un operatore con concessione usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è legata a un sito preciso e l’elenco dell’ADM associa ogni codice a un solo sito. È il motivo per cui un marchio internazionale che vuole servire il pubblico italiano deve aprire un dominio nazionale dedicato, con la propria società concessionaria e il proprio numero di concessione dichiarato nei termini.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi raccoglie chi chiede di essere bloccato dal gioco: durante l’iscrizione non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo. L’autoesclusione può essere trasversale, oppure limitata a un concessionario o a una categoria di gioco.
Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile, come prevedono per esempio i termini di Admiralbet. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Non esiste un tetto statutario alle puntate, quindi contano i limiti scelti.
Quali rischi si corrono su un sito senza concessione?
Il sito non è collegato al RUA, non è vigilato dall’ADM, non applica gli strumenti di tutela obbligatori ed è esposto all’oscuramento a livello DNS, con i mirror che ricompaiono senza garanzia. In più, come scrive l’ADM citando la Legge 401/1989, chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica ricade sul concessionario: secondo la stampa di settore si tratta di somme tassate alla fonte. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi; per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Creato dalla redazione di «Puntaredalcellulare».
