Scommesse sui cavalli 2026: la concessione vale più di dieci quote
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con le licenze verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.

Chi cerca scommesse sui cavalli in Italia si imbatte in una doppia sorpresa. La prima è che i cavalli esistono, nel diritto, due volte: le corse sono dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 insieme alle scommesse sportive a quota fissa e al totalizzatore, ma i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lett. c) e pretendono una concessione propria. La seconda è che di questa seconda cosa, online, non si sa quasi nulla: nessuno degli operatori qui passati in rassegna dichiara di prendere i pool dell’ippica nazionale dalla propria piattaforma.
Fra le due sta il lettore, che vuole sapere dove può giocare e a che prezzo. Il resto della faccenda è una scelta: quanti percorsi esistono, cosa costa ciascuno e a chi conviene.
- Cosa significa oggi «operatore con concessione ADM»
- Fondamenti: cosa si scommette, e cosa si paga
- Autoesclusione, limiti e registrazione: la protezione che paghi tu
- Bonus di benvenuto: la parola «gratis» e quello che c’è scritto sotto
- Consigli e metodo: cosa guardare in un palinsesto
- Tipi di giocata: dalla singola al sistema
- Dove si gioca: l’ippica tra sport, simulato e palinsesto
- Come leggere la tabella della classifica
- I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno
- Quanto costa la corsa, in pratica
- Domande frequenti
Cosa significa oggi «operatore con concessione ADM»
L’ADM (ex AAMS) — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — è il regolatore, e il mercato continua a dire «AAMS» come si dice il nome vecchio di una via. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non parliamo di licenze aperte: le concessioni si assegnano per gara pubblica, e chi ne ottiene una può gestire uno o più dei giochi elencati dall’art. 6, comma 1 per un massimo di nove anni, senza rinnovo.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Fra i requisiti richiesti dall’art. 6, comma 3 ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fermi mentre la concessione corre (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): è la parte che nessun operatore può ritoccare a metà partita.
C’è un punto che sfugge a quasi tutti, e va detto subito perché cambia il senso di ogni classifica. La concessione è per sito, non per azienda. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo dominio .it. Una stessa società può tenerne diverse: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale. E l’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può avere insieme scommesse sportive, poker e skill games, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione.
Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra un’offerta di scommesse. Quello lo dimostra il sito dell’operatore, con il proprio palinsesto e la propria app. Il palinsesto, per l’art. 2, lett. s), è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM: si scommette solo sugli eventi che stanno lì dentro, e gli eventi si aggiungono uno alla volta — a settembre 2026 è stato autorizzato il Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il muro intorno al mercato regolato
Scommettere sui cavalli con soggetti stranieri è la scorciatoia che sembra più semplice, e in Italia è la più cara. Offrire gioco a chi sta in Italia senza concessione è reato; l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche. I fornitori di accesso e i prestatori di pagamento che ignorano un ordine dell’ADM vanno incontro a sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e i domini colpiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche provider resta indietro: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti che nel 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il verbo tecnico è «oscurati».
Sul lato di chi gioca è l’ADM stessa a essere esplicita, in una nota del 28 febbraio 2024: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero, e «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto sta in quattro righe. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, per come la stessa ADM descrive la fattispecie, espone il giocatore a una sanzione penale.
La pubblicità è vietata, il bonus no
Qui l’Italia fa una cosa che sorprende chi arriva da fuori. Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore, e l’ADM lo cita così: è vietata «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo», comprese le manifestazioni sportive, la stampa, le affissioni e internet. A far rispettare il divieto è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). Nella pratica 2025–2026: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pendenti davanti alla Corte di giustizia UE (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non risulta approvata: alla data della verifica il divieto è in vigore.
Il bonus non è vietato. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza della promozione, e non esiste un tetto statale né all’importo né ai requisiti di puntata. Vuol dire una cosa sola: ogni numero su questa pagina viene dai termini dell’operatore, non da una norma.
Fondamenti: cosa si scommette, e cosa si paga
La corsa in piano si corre da due punti lungo una pista dritta o ovale; le corse a ostacoli, siepi e steeplechase, in Gran Bretagna e Irlanda si chiamano National Hunt. Le distanze del piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con tagli comuni fra cinque e dodici furlong, cioè da 1,0 a 2,4 km.

Il peso è la variabile che il principiante ignora e che il mercato prezza per primo. Nelle corse a handicap a ogni cavallo tocca un peso diverso in base alle sue capacità; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i più giovani e per le femmine. Da qui nasce la lettura di una quota: un cavallo che porta peso su una distanza lunga non è lo stesso cavallo su un chilometro.
Il calendario inglese ha i suoi tre appuntamenti sacri. La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.
Autoesclusione, limiti e registrazione: la protezione che paghi tu
Gli strumenti di tutela hanno una caratteristica che li distingue da tutto il resto della pagina: nessuno di essi fa guadagnare, e il loro costo non è in denaro. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 li elenca in modo puntuale: limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato; per alzarlo passano sette giorni. È la regola più sensata e più odiata del sistema: chi vuole ridurre lo fa subito, chi vuole tornare indietro aspetta una settimana intera. Non c’è dubbio su quale delle due direzioni il legislatore consideri la porta d’uscita.
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’autoesclusione colpisce tutte le piattaforme autorizzate, non una sola: è l’unico strumento di questa pagina che una singola azienda non può aggirare. Dal 1° febbraio 2026 esistono forme parziali di esclusione, secondo la stampa di settore, con periodi e modalità che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano — per un singolo brand della lista, per esempio, si va da 7 a 270 giorni oppure a tempo indeterminato con revoca possibile dopo nove mesi.
Sui siti senza concessione il RUA non arriva. Un giocatore autoescluso è, lì, semplicemente un cliente come gli altri: nessun registro lo trattiene, nessuna agenzia vigila, nessuno gli restituisce la barriera che si è messo davanti da solo. È il costo della scorciatoia di cui sopra, e si paga nella valuta in cui si è risparmiato.
Identità, SPID e i trenta giorni
Il conto di gioco richiede l’identificazione piena. Accanto alla registrazione classica, con documento, diversi operatori offrono le procedure con SPID e con CIE — un brand, per esempio, rimanda a entrambe; Goldbet passa dalla CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
I trenta giorni sono la scadenza che nessuno legge e che tutti scoprono tardi, in genere davanti a un prelievo che non parte. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino.
Sui versamenti vale la pena sapere che una ricarica non è sempre una transazione online. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 sono tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM che ricaricano il conto solo su richiesta del titolare, previa identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non erogano saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al punto vendita. Fra i canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; la lista di ciascuno sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non si conosce una norma che nomini i canali approvati.
C’è anche un dovere che pesa sugli operatori e non sui giocatori: per l’art. 15, comma 2 ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un milione di euro è il tetto, non la cifra tipica — ma il fatto che la legge scriva un numero dice quanto il legislatore consideri serio il capitolo.
Per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo è 800 55 88 22, ed è il riferimento che un operatore serio indica fra i propri strumenti di gioco responsabile insieme a pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione.
Bonus di benvenuto: la parola «gratis» e quello che c’è scritto sotto
Nessun tetto statale, dicevamo. Motivo in più per leggere ogni offerta come un contratto privato, perché tale è.
Il caso più istruttivo della lista è quello che sembra il più generoso. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un acconto pieno sul saldo, senza «free bet» e senza rimborsi condizionati: soldi con cui giocare davvero, non un gettone che si svaluta alla prima giocata. Il tetto di 5.000 € è alto per gli standard italiani, ma è pur sempre un tetto.
Su Sisal il meccanismo è diverso: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. La prima ricarica è il cancello, l’accredito è spendibile in modo ampio.
Requisiti, tempi e la caccia ai termini
La differenza fra un bonus che vale e uno che non vale non sta nell’importo, e nemmeno nella percentuale. Sta in tre righe dei termini, che nessun banner scrive: quanta puntata serve per liberare l’accredito, quale quota minima devono avere le giocate che contano, e fino a quando la promozione resta aperta. Il primo requisito decide quanti passaggi sul conto fa il denaro prima di diventare prelevabile; il secondo è un filtro nascosto che esclude proprio le giocate più prudenti, cioè quelle con quota bassa; il terzo è una data, e le date non si spostano.
Per chi gioca una promozione a ridosso del termine, il terzo punto è quello che brucia: la scadenza conta, la puntata no, e un accredito scaduto non si recupera con una telefonata. Meglio controllare i requisiti prima di versare, non dopo averli mancati.
Sui cavalli vale un’attenzione in più, perché l’ippica raramente è un mercato a due esiti e i requisiti di puntata parlano di quota minima, non di tipo di mercato. Un each-way, per dirne una, vale quanto vale la sua quota complessiva, e la seconda metà della giocata — quella sul piazzamento — ha una quota che il bookmaker ricava dividendo.
Qui il punto. Un bonus «gratis» non esiste come regalo: è un anticipo di puntate future, e quei requisiti sono il prezzo. Chi non li legge non ha preso un regalo; ha firmato senza sapere.
Consigli e metodo: cosa guardare in un palinsesto
Chi cerca consigli per scommesse su cavalli finisce quasi sempre su un elenco di nomi. Il problema non è la qualità dei nomi, è che nessuno può sapere l’esito di una corsa futura, e chi scrive il contrario sta vendendo qualcosa. Quello che si può costruire, invece, è un metodo: cosa guardare, in che ordine, e a che punto ci si ferma.
Si parte dalla corsa, non dal cavallo. Distanza, tipo di pista, peso assegnato, numero di partenti: sono i dati che l’handicapper ha già usato per costruire la quota, e leggerli significa capire quanto margine di errore resta al mercato. Poi la forma recente, che vale quanto la distanza a cui è stata ottenuta — su altra superficie e altra distanza dice poco.
Poi la parte che quasi nessuno considera un «consiglio» e che conta più di tutte: il prezzo che si sta pagando per la propria opinione. Una tesi giusta comprata a una quota peggiore di quella disponibile altrove è una tesi pagata a metà.
Due cavalli, un vincente, e cosa significa davvero
«La scommessa su due cavalli uno vincente» si presenta come una giocata singola e invece è un cesto di giocate. Chi copre due cavalli sta comprando due tesi, e paga due volte. Il conto non si fa mai sul singolo nome: si fa sul totale investito e sul ritorno che serve per ripagarlo.
Su questo entra in scena l’each-way, che è il vero strumento di chi vuole copertura. Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia: una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline. Il mercato britannico ha condizioni standard note — negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria — e queste condizioni sono la parte della giocata che il bookmaker pubblica meno volentieri, perché sono loro a decidere se metà della scommessa serve a qualcosa.
L’esempio classico lo mostra bene: una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, 145 sterline in totale se vince. Il rapporto fra le 110 e le 35 è tutto qui: la copertura si paga, e si paga in rendimento sulla metà che copre.
Bankroll: la sola parte sotto il controllo del giocatore
Nessuna previsione è sotto il controllo di chi gioca. La puntata sì. Tre cose rendono la gestione utile invece che decorativa: quante corse si giocano a settimana, quale percentuale del totale va su ogni singola giocata, e cosa succede alla giocata quando la quota cambia di mezza unità.
La seconda decisione è quella che distingue i conti che durano dai conti che si svuotano in un pomeriggio. Una percentuale bassa e fissa su ogni corsa — la cifra esatta dipende dal proprio totale, e nessuno può sceglierla per voi — rende sopportabile una serie negativa, che nelle corse è la norma più che l’eccezione. Chi punta il 20 % del totale su una singola corsa sta già giocando d’azzardo su una cosa che non controlla.
Il numero che nessuno calcola e che decide tutto il resto è il costo implicito di ogni giocata: quella fetta fra le quote che il bookmaker scrive e la somma delle probabilità. Vale per i cavalli come per il calcio, e vale in modo brutale sui mercati con pochi partenti.
Tipi di giocata: dalla singola al sistema
La scelta davanti a un palinsesto di corse non è «quale cavallo», è «quale formato di giocata». Cambiano il costo, il numero di tesi coinvolte e la varianza, cioè quanto oscilla il risultato da un giorno all’altro.
La singola è la forma più economica: una tesi, un prezzo, nessuna moltiplicazione. La multipla somma più tesi in un solo prezzo, e la quota finale è il prodotto delle singole. Il prodotto è anche il punto debole: ogni gamba che si aggiunge moltiplica la probabilità di sbagliare almeno una volta, e non c’è modo di coprirsi. Un sistema invece scompone le selezioni in più combinazioni, così una gamba sbagliata non azzera tutto: si paga un prezzo, in puntata, per una probabilità maggiore di incassare qualcosa.
Sui cavalli convivono due famiglie di prezzi, e la differenza è di struttura: la quota fissa, che il bookmaker ti garantisce al momento della giocata e che non cambia più, e il totalizzatore, dove il montepremi si divide fra i vincitori alla chiusura. La quota fissa trasferisce il rischio al bookmaker e ti fa pagare quel trasferimento; il totalizzatore non ha margine incorporato allo stesso modo, ma non ti dice quanto vincerai finché la giocata non è chiusa. È la scelta più sottovalutata del settore, e in Italia passano su queste due strade sia le scommesse sulle corse sia i «giochi di ippica nazionale».
Ci sono poi i mercati in cui nessuno vince per forza. Il DNB, draw no bet, reso in italiano con «rimborso in caso di pareggio», esiste dove il pareggio è un esito: sugli sport, non sulle corse. L’handicap sposta il confronto di un margine: il cavallo deve vincere, oppure arrivare entro un distacco dato. La combo incastra esiti di eventi diversi in un unico prezzo, e il cash out chiude la giocata prima che l’evento finisca.
Il margine: leggere quello che la quota non dice
Qui si arriva al cuore tecnico della faccenda, ed è la parte che più di ogni altra distingue chi legge una quota da chi la subisce.
Il mercato non offre probabilità, offre prezzi, e la somma delle probabilità implicite supera sempre il 100 %. La formula è 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ), e il risultato è la quota di payout, cioè la parte di tutto il giocato che un mercato restituisce; il margine del bookmaker è 100 % meno quella percentuale.
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — un esempio, non un prezzo quotato da nessuno. La somma degli inversi vale 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526: il payout è 1 ÷ 1,0526, ossia circa il 95 %, e il margine resta intorno al 5 %. Su una corsa a 16 partenti la stessa somma si fa su sedici prezzi e il risultato non resta al 5 %: dipende da quanti partenti hanno una quota vera e da quanto il bookmaker allarga il quadro sui nomi esterni. Ecco perché il margine è una banda con una condizione, non un numero unico — su un mercato a due esiti stretti sta nella fascia bassa, su un campo affollato con un favorito netto si sposta verso l’alto, e nessuno dei due casi è un’abitudine dell’operatore.
Quella fetta non si vede, e non è un dettaglio da manuale: è il costo che si paga a ogni giocata, prima ancora che il cavallo parta. Un bookmaker che scrive 1,90 su entrambi gli esiti di un mercato a due vie non sta dicendo che i due esiti sono ugualmente probabili; sta dicendo che il prezzo è simmetrico e che la fetta è sua.
Formato delle quote e cosa cambia per il giocatore italiano
Il mercato italiano scrive la quota con la virgola decimale: 1,85, non 1.85. È una convenzione tipografica, ma è anche l’unica unità di misura condivisa fra page e banco, e su questo si costruiscono i confronti.
Cambia poco, invece, il sistema di notazione del Regno Unito, dove le corse si leggono in formato frazionario — 10-1 è un prezzo che nel formato decimale vale 11,00 — e dove le condizioni del piazzamento si esprimono come frazione della quota. Chi guarda le corse britanniche per forza di cose mastica due sistemi, e va detto con chiarezza: le frazioni non si convertono a occhio, e una conversione sbagliata è un errore di prezzo.
Dove si gioca: l’ippica tra sport, simulato e palinsesto
Sul dispositivo, l’ippica non vive in una sezione a sé. Vive dentro il catalogo degli sport, spesso accanto a una sezione «Virtuali», che per l’art. 2, lett. v) sono le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e altri, generati al computer e mostrati in animazione o tramite un evento reale pre-registrato, consentiti dentro una concessione per le scommesse sportive. Un cavallo virtuale non è un cavallo: la differenza non è filosofica, è informativa, perché su un evento simulato non c’è forma da leggere, né peso, né pista — e il tasso fiscale lo dice a modo suo, visto che le scommesse virtuali pagano il 24,5 % sull’importo giocato al netto delle vincite restituite.
Non esiste una concessione per un solo sport. Chi ha la concessione per le scommesse sportive copre anche le corse, se le mette in palinsesto, e il palinsesto lo approva l’ADM. Il risultato è che la domanda «quali bookmaker accettano scommesse sui cavalli» si scioglie in una domanda più noiosa e più utile: quali marchi hanno la concessione, e quali di questi mettono l’ippica nel programma approvato. La prima metà è verificabile su un elenco pubblico; la seconda si guarda nel palinsesto dell’operatore, e in questo gruppo l’ippica compare esplicitamente in almeno un caso, con bet365 che la elenca fra gli sport coperti insieme a calcio, boxe, freccette, basket, golf e tennis.
Le corse sono anche tra gli eventi più diffusi nelle sezioni virtuali, per una ragione pratica: una corsa simulata dura un paio di minuti e può ripetersi tutto il giorno. Su Sisal, per dire, il catalogo virtuale conta oltre 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e accanto alle scommesse sportive l’app affianca l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Per la parte «allegri scommesse cavalli», intesa come i grandi appuntamenti dell’ippica internazionale, il quadro si restringe: gli eventi autorizzati si aggiungono uno alla volta all’approvazione dell’agenzia, come è successo con il Setka Cup a settembre 2026. E la Triple Crown britannica — 2000 Guineas, Derby e St Leger — resta il riferimento del calendario, ma è un calendario che un operatore italiano copre solo se e quando quegli eventi entrano nel palinsesto.
Sul lato italiano dell’ippica, invece, resta un buco informativo che nessun marchio della lista colma: se qualcuno di questi operatori prenda online i pool dell’ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — non è dato sapere dai termini e dalle schede consultate. Chi cerca il totalizzatore dell’ippica italiana deve guardare il palinsesto dell’operatore e la pagina ADM, non la classifica.
Come leggere la tabella della classifica
Dieci marchi, un criterio che si può verificare e un secondo che si può leggere. Il primo è il numero di concessione e la società che lo porta; il secondo è quello che i termini del singolo operatore dicono sull’oggetto di questa pagina. Il resto — quote, margini, disponibilità dell’ippica — non sta in tabella perché non sta in nessuna fonte dichiarata dall’operatore, e una tabella di caselle vuote non aiuta nessuno.
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore sull’ippica |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Promozione di benvenuto pari al 100 % del primo deposito, accreditata su saldo fino a 5.000 € |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, fra i mercati dell’app |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Marchi combo, Supercombo e mercati unici a quote maggiorate nella sezione dedicata |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Ippica fra le voci dell’app accanto a oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto che dagli sport tradizionali arriva fino a spettacolo e politica |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta sul sito dell’operatore |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Ippica elencata fra gli sport coperti, accanto a Premier League, Champions League, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Quote e risultati in tempo reale, con streaming per le giocate live |
Tre cose vanno lette prima dei numeri. La prima: due righe portano la stessa società. Goldbet e Lottomatica sono entrambe Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — due marchi, due siti, due concessioni distinte. Per il giocatore questo conta in un caso solo, il tetto al numero di conti e l’autoesclusione: se il registro chiude l’accesso a una piattaforma, l’altra è la stessa azienda con concessionario diverso, non lo stesso conto.
La seconda: il numero di concessione non dice nulla sui giochi offerti. Una riga dell’elenco autorizza il sito, non il prodotto, e il codice 16000-16051 non ha una colonna che specifichi se il marchio tratta scommesse o solo casinò. Chi vuole la certezza guarda il sito dell’operatore, dove i termini riportano concessione e società.
La terza: la colonna di destra parla della casa, non della corsa. Descrive cosa il singolo operatore dichiara del proprio prodotto; leggerla come una classifica dell’ippica sarebbe un errore, perché solo una riga nomina l’ippica in modo esplicito.
I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno
Nessuna delle righe che seguono è un invito: sono profili, letti dagli stessi materiali che l’operatore pubblica. E nessuna gerarchia è definitiva, perché il criterio è diverso da lettore a lettore.
BetFlag: il tetto alto sull’accredito
La concessione è la n. 16008, in capo a Betflag S.p.a., su Betflag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, con il divieto di gioco sotto i 18 anni.
Il pezzo forte è il Welcome Bonus Sport: 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un accredito in saldo vale più di un gettone gratuito, perché è denaro contante sul conto, e il tetto di 5.000 € è il più alto fra le offerte qui descritte. I requisiti di puntata e il termine non sono pubblicati fra i materiali consultati, e non è un dettaglio da liquidare con un’alzata di spalle: su una promozione di quella dimensione sono loro a decidere quanto del bonus resta davvero.
Il profilo che ne esce è quello di chi vuole un acconto sostanzioso e ha già chiaro che il costo si legge nelle condizioni. Chi invece cerca una struttura tecnica sul prodotto — un’ippica dichiarata, strumenti di mercato particolari — non trova qui la sua casa.
SNAI: il cash out come ragione d’essere
Concessione n. 16032, Snaitech Spa, Snai. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il cash out è la parte interessante, e non per la comodità. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare il prezzo che il bookmaker propone in quel momento, che include il margine della casa sulla situazione corrente: si vende il rischio, e si paga per venderlo. Chi lo usa come strumento di gestione lo capisce; chi lo usa per «non perdere quello che ho già» sta comprando sicurezza a prezzo pieno.
Un catalogo di mercati dettagliato — cartellini, rigori, tiri — racconta un operatore costruito sul calcio, e non su chi passa il pomeriggio a leggere un handicap su una corsa a ostacoli. Su questa pagina l’ippica non compare fra i mercati che l’app dichiara.
Betfair: l’exchange e le sue regole a parte
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Ma Betfair è l’unico marchio della lista la cui concessione nomina un gioco che gli altri non hanno. Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. È un prodotto con una meccanica diversa da quella di un bookmaker, e le regole lo seguono: la documentazione di Betfair è segnalata come contenente regole particolari per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è dato sapere.
Il punto editoriale è che un exchange non è un bookmaker con un vestito tecnico. Non c’è un margine incassato sul prezzo: c’è una commissione sulle vincite nette, e chi trova il prezzo da solo trova qui la ragione per aprire un conto. Chi vuole una quota fissa garantita e non vuole imparare una meccanica di mercato sta su un’altra interfaccia.
Sisal: il catalogo più largo, l’ippica fra le voci
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., Sisal. L’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il catalogo Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Il bonus di benvenuto è legato a tre passaggi: essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app, effettuare una prima ricarica. Il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.
L’ippica compare. È la riga che cambia il quadro di questa pagina, perché fra i dieci profili è uno dei pochi in cui la parola sta nero su bianco fra le voci dell’app, accanto tra l’altro a una fascia oraria dei virtuali che copre praticamente l’intera giornata. Un operatore generalista che però mette in vetrina la corsa: per chi vuole un solo conto, con una sezione ippica dichiarata e non da cercare nel menu, è il profilo più diretto.
Eurobet: dove il palinsesto non finisce nello sport
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.
Un catalogo così è una dichiarazione di intenti: la quota fissa applicata a qualunque cosa abbia un esito incerto. Il rovescio è che l’ampiezza non dice nulla sulla profondità, e la profondità è quello che conta in un mercato come l’ippica, dove i prezzi decenti nascono dal numero di partenti coperti bene e non dal numero di sport in vetrina.
Chi scommette di tutto trova qui la scrivania più affollata; chi cerca una corsa specifica con un quadro prezzi lavorato bene deve verificare il palinsesto dell’ippica sul sito, perché l’elenco degli sport coperti non basta a garantirlo.
Planetwin365: la profondità sul calcio, i risultati in diretta
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Quelle più di 20 tipologie sono un numero da prendere per quello che è: una misura dell’ampiezza, non della profondità di ogni sezione. Il valore vero sta nella copertura delle serie minori italiane, dove il margine di un bookmaker che conosce il campionato è diverso da quello di chi copia i prezzi altrui.
Il profilo è quello di chi cerca calcio e vuole i risultati in tempo reale accanto alla schedina. Su questa pagina l’ippica non è fra i mercati nominalmente citati, e chi ha una corsa in mente deve cercarla nel palinsesto.
Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Un catalogo dichiarato in migliaia di eventi significa una cosa sola, e conviene dirla perché è controintuitiva: è il tipo di libro dove i mercati principali di un grande evento sono prezzi con margine stretto, e i mercati di nicchia — che è dove finisce l’ippica — pagano la copertura con un margine più largo. L’ampiezza non è generosità, è scala.
Il profilo che se ne ricava è quello di un bookmaker generalista, con una concessione in capo a una società il cui nome non assomiglia al marchio — dettaglio che vale la pena conoscere prima di cercare «Azzurri Limited» su un documento e non trovarlo nel logo. Sul tema di questa pagina non offre elementi distintivi, e un lettore che cerca ippica deve verificarla di persona.
bet365: la concessione con l’ippica in chiaro
Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, bet365. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
L’ippica è la prima voce che salta all’occhio, ed è l’unico caso della lista in cui un marchio nomini la corsa nel proprio elenco degli sport coperti. Per questa pagina è il fatto più rilevante fra i dieci, e non è una raccomandazione: è la differenza fra un palinsesto che si presume e un palinsesto che l’operatore dichiara. Partner globale della principale competizione europea per club è un’altra cosa utile da sapere, ma riguarda il calcio.
Il profilo è quello di chi vuole un operatore che dica esplicitamente di trattare le corse, e che lo faccia dentro un catalogo vasto. Chi cerca solo il bonus più alto non trova qui la risposta, perché su questa pagina l’offerta di benvenuto non è fra i materiali raccolti.
Goldbet: registrazione e catalogo ampio
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), Goldbet. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. L’identificazione passa anche dalla CIE attraverso un fornitore SPID.
Sui formati di giocata il profilo è completo: la singola, la multipla e il sistema ci sono tutti, ed è la combinazione che serve a chi vuole strutturare una giocata invece di giocarla secca. Il bonus è legato a un’azione precisa, scaricare l’app e registrarsi: un cancello comportamentale, non economico, ed è una differenza che pesa su chi gioca da desktop.
L’offerta di gioco si concentra sulle scommesse sportive pre-match e live, coprendo i principali campionati di calcio e altre discipline, con la possibilità di ricevere un bonus di benvenuto dopo la registrazione e il download dell’app.
Lottomatica: streaming e prezzi in tempo reale
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), Lottomatica. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è la parte che cambia il modo di giocare: seguire l’evento dalla stessa interfaccia riduce la distanza fra ciò che si vede e ciò che si prezza, e nella pratica significa giocare live con un’informazione più fresca. Il rovescio è ovvio e noto a chiunque abbia giocato live: la scommessa presa mentre l’evento corre ha un margine che raramente somiglia a quello della vigilia.
Il catalogo è quello dei grandi campionati e dei motori, senza una dichiarazione sull’ippica. Il profilo è quello di chi guarda e gioca insieme; chi ha in mente una corsa deve verificarla nel palinsesto prima di aprire il conto.
Quanto costa la corsa, in pratica
Prima di chiudere, l’aritmetica che serve. Se un mercato a due esiti è offerto a 1,90 e 1,90 — ripeto, esempio illustrativo — il payout è circa il 95 % e il margine del bookmaker è intorno al 5 %, valore che sale quando l’esito diventa affollato e i prezzi si allargano sulle ali del campo. Su un quadro a sedici partenti il margine non è quella banda stretta: è quello che il bookmaker decide di trattenere su un mercato dove la sua informazione è più fine di quella del pubblico.
Da qui segue il resto. Un giocatore che punta 100 € su una corsa a margine intorno al 5 % ha pagato, in media, circa 5 € di costo implicito prima che i cavalli partano, e quel costo non dipende dalla fortuna: è nel prezzo. Chi punta 100 € su una corsa a margine più largo paga di più, senza che nulla, nell’interfaccia, glielo dica.
Sul fisco, due strade e una differenza
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — la formula che si legge in giro è «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: su questo, come su ogni questione fiscale personale, la cosa sensata è consultare un commercialista.
L’imposta unica la paga l’operatore sulle scommesse sportive a quota fissa, per il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse sui cavalli a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %: un taglio che vale la pena conoscere, perché spiega perché l’ippica sia tornata interessante per gli operatori.
Discorso diverso per le vincite da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili per l’art. 69 TUIR sull’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Qui la sintesi, che è di metodo più che di diritto. Chi gioca presso un concessionario non compila nulla e non rischia nulla sul fronte fiscale; chi gioca all’estero aggiunge al rischio del blocco un obbligo dichiarativo che nessun banner gli ricorda. Sulla stessa puntata, due percorsi con costi diversi.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce così il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario, e gli eventi si aggiungono uno alla volta. L’ippica con quota fissa e con totalizzatore sta nell’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale nella lett. c).
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico sull’ADM e sul sito della Guardia di Finanza. Va letto con attenzione: la concessione è per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un marchio assente dalle 52 righe del 25 ottobre 2026 non è autorizzato in Italia. I termini dell’operatore riportano numero di concessione e società.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Puntando 10 € a quota 4,50 il ritorno è 45 €, di cui 35 € di guadagno. Nella multipla la quota finale è il prodotto delle quote delle singole giocate.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote di un solo mercato: 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ) dà la quota di payout, e il margine è 100 % meno quel valore. Su un esempio a due esiti a 1,90 e 1,90 il payout è circa il 95 % e il margine intorno al 5 %, con una banda che si allarga sui campi affollati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: lo riporta la stampa e vale la pena parlarne con un commercialista. Vincite da siti esteri o non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; un limite ridotto vale subito, per uno aumentato passano sette giorni. L’art. 15, comma 1 prevede anche limiti di tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore e l’autoesclusione, che opera su tutte le piattaforme autorizzate tramite il RUA.
Prodotto dalla redazione di «Puntaredalcellulare».
