Scommesse sugli esports 2026: dieci concessioni ADM, 52 codici, un esito da controllare

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026; le concessioni citate sono state confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Tra i titoli esports più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft.

Chi cerca scommesse sugli esports di solito ha già in testa un’idea semplice: apro un bookmaker, cerco Counter-Strike, punto. Il pezzo che manca non sta nell’interfaccia, sta nel palinsesto. In Italia si può puntare solo su eventi che il concessionario ha inserito nel proprio palinsesto e che ADM ha approvato, evento per evento. Non esiste una casella «esports» che scatta da sola perché il gioco è di moda.

Da lì parte tutto il resto, e cambia il modo in cui conviene leggere un confronto tra bookmaker. La scelta reale non è tra un sito che ti piace e uno che ti annoia: è tra percorsi diversi. Un percorso passa da una concessione italiana, con il suo codice, il suo dominio .it, i suoi strumenti di limite e un registro che ti tiene fuori quando decidi di fermarti. Un altro passa da un sito estero che compare in ricerca con tanto di licenza straniera, non ha alcun titolo per operare qui, e può sparire dietro l’oscuramento DNS.

Il primo percorso è più lento e più regolato. Il secondo è immediato e non ti protegge da niente. Questa pagina serve a capire quale dei due ti conviene, e dentro il primo, quale dei dieci concessionari che abbiamo esaminato regge il confronto quando si parla di esports e di ciò che ci sta intorno.

Indice dei contenuti
  1. La classifica dei dieci operatori ADM, dai criteri alla lettura dei numeri
  2. La normativa: chi rilascia davvero la concessione e come si verifica
  3. Gioco responsabile: gli strumenti che non sono un’opzione
  4. Calendario, tornei e titoli: cosa si gioca davvero
  5. I dieci operatori autorizzati, uno per uno
  6. Domande frequenti sulle scommesse esports

La classifica dei dieci operatori ADM, dai criteri alla lettura dei numeri

Sei criteri, un ordine e nessuna classifica di simpatia. Guardiamo la concessione e il codice, il nome della società concessionaria che quasi mai coincide con il marchio, il dominio .it su cui operano, gli strumenti di tutela che i termini dichiarano, i mercati che le loro app elencano, e se l’offerente sostiene la parte sportiva con qualcosa di sostanzioso — eventi live, streaming, cash out.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters.

Il risultato è che il gruppo si divide in tre blocchi. Tre marchi vivono di sport e lo dicono nei propri materiali. Cinque hanno uno sportsbook completo ma non è la loro prima vita. Uno, Betfair, sul mercato italiano è un bookmaker come gli altri, ma il suo nome porta dietro una storia di exchange che in Italia è un gioco autorizzato a sé.

Il panorama dei dieci marchi autorizzati a confronto

Marchio Concessione ADM e concessionario Ciò che i termini e le app del marchio dichiarano
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale (Eurobet) palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. (Sisal) oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc (William Hill) nel proprio programma sportivo un club con una freebet settimanale per una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. (Planetwin365) principali campionati nazionali ed europei, Champions, Europa e Conference League, oltre 20 tipologie di sport e risultati in diretta
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (Lottomatica) Serie A, Serie B, Champions, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc (Bet365) partner globale di scommesse della UEFA Champions League; pre-match e live su Premier, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Betsson n. 16027 — Azzurri Limited (Betsson) pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited (Starcasinò) principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. (Betfair) Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più una sezione di combo e mercati a quota maggiorata
SNAI n. 16032 — Snaitech Spa (Snai) singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out

La prima cosa che salta all’occhio è il disallineamento tra il marchio e la società. Eurobet Italia S.r.l. è la concessionaria anche di un altro dominio .it; Lottomatica sta sotto Goldbet Better Organization Italy; Betsson e StarCasinò condividono la stessa società, Azzurri Limited, con due concessioni separate e due siti separati. Chi legge un confronto e cerca il nome del bookmaker nell’elenco ADM non lo trova, e conclude che il marchio non è autorizzato. La conclusione è sbagliata, ma l’errore è comprensibile: l’elenco pubblica società e codici, non insegne.

Il secondo dato è la ripetizione delle licenze nel gruppo. Quattro dei dieci marchi operano sotto società capogruppo diverse da quelle che un lettore si aspetta, e il codice di concessione è legato al sito, non al gruppo. Vuol dire che la revoca o la mancata conferma di un singolo sito non tocca automaticamente gli altri, e che un marchio presente nel nostro confronto non diventa automaticamente una porta d’ingresso per il resto del gruppo.

Il terzo è più scomodo: nessuna colonna elenca titoli esports specifici. Le app di questi dieci operatori descrivono calcio, tennis, basket, motori, ippica, freccette, boxe, golf, persino scacchi ed eventi di spettacolo, senza mai nominare esplicitamente giochi come League of Legends o Dota 2. Questo non significa che non siano accettati. Significa che il posto dove verificarlo non è un confronto, ma il palinsesto dell’operatore il giorno in cui vuoi giocare.

Quali criteri contano davvero quando l’oggetto è un videogioco

Sul calcio la risposta è ovvia per chiunque. Su un torneo esports cambiano le domande, e cambia il peso dei criteri.

Il primo criterio è il palinsesto, e non è una formalità. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e ADM approva; una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM interviene aggiungendo eventi singolarmente: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, un circuito di tennistavolo, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. La meccanica è quella: il mercato non si apre perché c’è domanda, si apre perché un evento entra nel programma approvato.

Il secondo criterio è la profondità del live. Chi gioca su un videogioco conosce la sua struttura: partite brevi, mappe, round, pause tecniche. Un bookmaker che copre decine di migliaia di eventi live in un anno ha l’infrastruttura per gestirli; uno che vive di un solo sport no. Il terzo è la funzione di chiusura anticipata. Il cash out è la valvola di sfogo di chi guarda una mappa e capisce come sta andando.

Il quarto criterio è quello che nessuno mette in vetrina: la concessione. Non è un marchio di qualità del prodotto, è il presupposto perché il prodotto esista legalmente in Italia, e siccome è concesso per sito, va verificato per sito. Per questo la colonna delle concessioni non è un dettaglio burocratico ma il primo filtro, e per questo la classifica va letta come un insieme di dieci percorsi autorizzati, non come un podio.

Il 2026 in cifre: ADM, concessioni e ciò che sta fuori dal recinto

Il quadro regolatorio. ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» quando il mercato continua a dire AAMS — vigila sul gioco a distanza in base al Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non si comprano, si vincono: sono assegnate per gara pubblica. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e giocodigitale. Il punto che vale la pena ripetere perché è quello che frega i lettori distratti: la concessione è per sito, non per azienda.

Cosa può essere offerto. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi erogabili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. I vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando.

Il recinto e il fuori. Un concessionario può avere diritto a scommesse, poker, giochi di abilità, casino, exchange e bingo in qualsiasi combinazione: stare nell’elenco non dimostra da solo che quel marchio offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto. E vale la pena dirlo chiaramente: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026.

Perché «stare fuori dal recinto» non è una questione di stile. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di connettività e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS, alcuni fornitori sono più lenti di altri, un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», ed è una parola che dice molto sulla stabilità di quel percorso alternativo.

La normativa: chi rilascia davvero la concessione e come si verifica

Qui si concentra il malinteso più costoso del mercato italiano. La frase «quel sito ha la licenza» viene detta di tutto: di un marchio con regolare concessione, di un dominio estero con un’autorizzazione che in Italia non vale nulla, e di un sito che non ha né l’una né l’altra. Le tre cose non si distinguono guardando la home page.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo.

Il test corretto passa da un documento, non da un sigillo grafico. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna abbinata a un sito .it. Se un marchio non c’è, non è autorizzato, e la sua presenza in un confronto non è una concessione. Nessuna pagina di comparazione, per quanto curata, aggiunge o toglie righe a quell’elenco.

Il passaggio che inganna è il nome. Bwin.it è Eurobet Italia, Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it sono Azzurri Limited. Il concessionario è scritto nella riga della licenza, non nell’insegna. Chi cerca «William Hill» nell’elenco e non lo trova si convince di aver scoperto un illecito, quando ha solo guardato la colonna sbagliata: sotto William Hill c’è William Hill Malta Plc, concessione n. 16044.

C’è poi una sorpresa che riguarda proprio la materia di questa pagina. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Quindi il nome sull’elenco non dimostra nemmeno che quel marchio offra un sportsbook, figurarsi un mercato su un videogioco. La prova sta nel sito e nell’app dell’operatore, che indicano la concessione nei propri termini.

Cosa può entrare nel palinsesto e cosa resta fuori

Sul caso specifico la posizione è netta nella parte difficile: la disciplina non dice. Il palinsesto è definito dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi, sportivi e non sportivi, e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può accettare una scommessa solo su eventi che ne fanno parte. Se gli esports siano dentro il palinsesto approvato di qualcuno dei dieci marchi esaminati, questo lo decide l’operatore, non la legge. Le sue app e i suoi materiali sono l’unica prova di cosa un concessionario offre davvero.

Ci sono però tre materie confinanti che la legge disciplina, e un lettore esperto le riconosce subito. La prima sono gli eventi simulati: l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come quelle su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».

La seconda è l’ippica, che nella legge è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), con i loro totalizzatori tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, che richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti i totalizzatori di ippica nazionale online non è cosa che si ricavi dalla sua app.

La terza è l’exchange, autorizzato come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima da 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che al giocatore non è dovuto nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, invece, non lo sappiamo.

Il live merita una riga a parte, perché è la modalità su cui si giostra chi segue i videogiochi. Tutti i grandi operatori offrono una sezione live. Le regole di ADM su mercati in gioco, ritardi ed eventi non sono note, e nessun elenco di mercati live esiste qui. Detto in modo utile al lettore: il live c’è, quello che ci trovi dentro lo vedi solo aprendo il palinsesto del momento.

La scommessa a quota fissa: cosa entra in una vincita

Il meccanismo è lo stesso di sempre, e vale la pena fissarlo con numeri veri perché quasi tutte le discussioni sul valore di un’offerta partono da qui.

Su una singola, il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 € se il pronostico è giusto, cioè 9 € di guadagno. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico: due eventi a 1,90 diventano 3,61, e dieci euro ne valgono 36,10 se azzecchi entrambi. Il prezzo unico è il motivo per cui una multipla sembra generosa e il motivo per cui sbaglia spesso: le probabilità non si sommano, si moltiplicano.

Su questo terreno si innesta la domanda che conta per chi punta su un videogioco. La quota italiana è scritta con la virgola: 1,85, 2,40, 5,50. Chi arriva da un sito estero e legge 1.85 pensa a un numero, chi legge 1,85 ne pensa un altro; il valore non cambia, cambia il pubblico a cui l’interfaccia è pensata.

Il margine del bookmaker e i limiti di ciò che resta ignoto

Nessuna quota nasce neutra. Il margine è la quota parte che il bookmaker trattiene sull’insieme delle puntate di un mercato, e si legge dalle quote come 100 % meno la quota di payout, dove il payout è uno diviso la somma dei reciproci di tutte le quote del mercato. Prendiamo il caso più semplice che esista: un mercato a due esiti con 1,90 da entrambe le parti.

I reciproci sono 1 diviso 1,90 per l’uno e 1 diviso 1,90 per l’altro, cioè due volte 0,5263 circa, per una somma di 1,0526. Il payout è quindi intorno al 95 %, e il margine intorno al 5 %. In una banda realistica, su un mercato a due esiti con quote comprese tra 1,85 e 1,95, il margine di un bookmaker sta più o meno tra il 2,5 % e l’8 %, a seconda della disciplina competitiva su quel mercato e di quanto il bookmaker vuole guadagnare su quella partita. È una forbice, non una cifra: chiunque sostenga che il margine è «esattamente» un numero su tutto il palinsesto sta vendendo qualcosa.

Va detto anche cosa non sappiamo, senza farne un paragrafo di scuse. Il margine di un mercato 1X2 non è il margine dei totalizzatori, non è quello degli handicap, non è quello di una combo costruita a mano, e non è nemmeno quello dello stesso mercato su un altro sport. Dieci partite di calcio e dieci mappe di un videogioco possono avere margini diversi pur restando entrambe offerte dallo stesso concessionario.

Gioco responsabile: gli strumenti che non sono un’opzione

Un lettore che punta su un videogioco si trova davanti a una seduzione precisa: gli eventi si susseguono per ore, le partite durano venti minuti, il mercato è sempre aperto. La struttura stessa del prodotto rende la disciplina più difficile che sul calcio della domenica. È per questo che gli strumenti di tutela non vanno letti come una clausola contrattuale ma come il capitolo più operativo della scelta.

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca quello che ogni concessionario deve offrire: autolimiti di tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Non sono cortesie del singolo marchio. Sono condizioni della concessione.

Limiti di deposito e di spesa: cosa si imposta e cosa non si cambia al volo

Il limite si sceglie al momento della registrazione, su base settimanale o mensile, e la regola che conta è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato aspetta sette giorni. Non è una complicazione burocratica, è la protezione che il legislatore ha scelto: il momento in cui vuoi alzare il tetto è spesso lo stesso momento in cui ti conviene non poterlo fare.

Il caso concreto aiuta. Admiralbet chiede già in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile, con l’effetto immediato per una riduzione e l’attesa di sette giorni per un aumento. È la stessa logica dei limiti obbligatori dell’art. 15, comma 1, lett. b), ma resa visibile nel percorso di apertura: due delle tre grandezze — ricarica e spesa — sono denaro, la terza è tempo.

C’è un punto che vale la pena chiarire perché genera confusione. Un tetto statutario in euro alle puntate sulle scommesse sportive non esiste, e non è nemmeno questa la cassetta degli attrezzi: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che sceglie in registrazione. Il limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara, invece, è una cifra che non conosciamo. Chi cerca un numero per rassicurarsi non lo troverà qui, e forse non lo troverà da nessuna parte: quello che trova è un tetto che si sceglie da sé, e questo cambia il senso della protezione.

L’autoesclusione e il RUA

L’autoesclusione è lo strumento più forte, e in Italia ha una struttura che pochi conoscono. Dal 2018 esiste il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, gestito in ambito ADM: chi entra nel registro viene bloccato da tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e dalle sale fisiche. Non è un blocco del singolo conto, è un blocco di sistema.

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 le durate cambiano: da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La seconda metà della frase è quella che conta. Un tempo indeterminato revocabile dopo nove mesi è un impegno serio ma non definitivo, e chi lo sceglie pensando a un muro invalicabile si sta raccontando una storia diversa da quella scritta nel contratto.

Il limite del RUA è geometrico, non tecnico: i siti senza concessione non vi sono collegati. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio estero non è protetto da nulla, e nessun ordine di ADM lo raggiunge. È il punto esatto in cui la scelta tra i due percorsi smette di essere una preferenza e diventa una questione di tenuta.

Identificazione del conto, SPID e il termine dei 30 giorni

Il conto di gioco richiede l’identificazione piena, e da qualche anno l’Italia offre strade più rapide della vecchia fotocopia del documento. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; Goldbet usa CIE attraverso un fornitore SPID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’età è fissata dalla legge italiana, non dal regolamento del marchio.

C’è un termine che sorprende chi apre un conto di fretta: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non hai una vincita da ritirare e nessuna voglia di caricare un documento. Chi apre un conto per un torneo che comincia la settimana dopo farebbe bene a mettere in fila l’identificazione prima del primo deposito, non dopo.

Dove si chiede aiuto

Se il gioco smette di essere un passatempo, il primo posto in cui guardare non è un’impostazione ma un numero. Per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 rinviano al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto ai periodi di pausa, ai limiti di versamento, agli avvisi sull’attività di gioco e all’autoesclusione. La stessa rete di servizi è raggiungibile attraverso le strutture pubbliche.

Un’ultima cosa, tecnica ma pesante. L’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Non è una cifra che il giocatore vede, ma è la ragione per cui un concessionario italiano è tenuto per legge a parlare di gioco responsabile mentre i siti oscurati hanno un solo incentivo: farti depositare.

Calendario, tornei e titoli: cosa si gioca davvero

Qui la parte informativa è più semplice di quanto sembri, perché il calendario non dipende da ADM. Dipende dai publisher e dagli organizer.

Il punto di partenza è che cosa significa «esports». Sono una forma di competizione che usa i videogiochi, di solito competizioni multigiocatore organizzate tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. Questa definizione spiega anche perché il calendario sia così denso: ogni gioco ha la sua stagione, e le stagioni si sovrappongono.

I titoli più popolari sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Sono giochi molto diversi tra loro — uno sparatutto tattico, un MOBA, un battle royale, un gioco di guida con le auto — e questa diversità ha una conseguenza pratica sul tipo di mercato che ci si può aspettare. Un MOBA con partite lunghe si presta a mercati sul numero di mappe e sulla durata, uno sparatutto a round rapidi si presta a mercati sull’esito di singoli round e sul totale delle mappe giocate.

Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro modelli diversi di competizione: un mondiale a inviti più qualificazioni, un torneo annuale con montepremi alimentato dalla community, una rassegna dedicata ai giochi di combattimento, un circuito che gira l’Europa.

The International, l’Esports World Cup e il resto del calendario

I montepremi sono la misura più visibile di quanto valga una competizione. The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo. Quel numero è un pezzo di storia e va letto come tale: è il riferimento che spiega perché un torneo di Dota 2 attiri attenzione anche da chi non lo segue.

Sul lato del calendario presente la scena si è spostata su un contenitore unico. L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari USA. Due mesi di competizione, oltre due dozzine di titoli, un solo cartellone: per un bookmaker significa un flusso continuo di eventi concentrati in un periodo definito dell’anno.

Anche la competizione a squadre ha una sua classifica. Il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024. Ai fini di un pronostico questa informazione vale come contesto e come niente di più: una difesa del titolo racconta la forza di un club in un formato, non l’esito di una mappa che si gioca stasera.

Quali mercati aspettarsi e come cambia il calendario il peso della scelta

La tipologia dei mercati sui videogiochi ricalca in buona parte quella dello sport tradizionale, con qualche adattamento. Sul fronte generale, il 1X2 resta il mercato di riferimento sul risultato, l’Under/Over sul totale, il GG/NG e il Multigoal sulle reti nel calcio. Le app raccontano bene l’ampiezza dell’offerta quando vanno oltre il risultato: Betsson elenca 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo; Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione dedicata a combo e mercati a quota maggiorata; SNAI aggiunge risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e offre singole, multiple e sistemi.

Il cash out è la funzione che cambia il modo di gestire una giocata su un evento che finisce in mezz’ora. SNAI lo mette in evidenza tra le funzioni dell’app, e Sisal lo affianca a una confezione di mercati piuttosto ricca — Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal e Multigoal, oltre a tiri in porta, rigori ed espulsioni. Un giocatore di esports abituato a vedere una mappa girare male apprezza una valvola che gli permetta di uscire prima della fine.

Il calendario, però, non è solo una questione di appassionati. È una questione di liquidità. Un videogioco con una scena competitiva attiva produce mercati ogni settimana; un titolo che esce dalla rotazione dei tornei smette di comparire nel palinsesto. Su questo la scelta del bookmaker pesa meno di quanto sembri, perché il vincolo è a monte — l’approvazione dell’evento nel palinsesto — ma proprio per questo conviene guardare il palinsesto prima di aprire un conto, e non il contrario.

I dieci operatori autorizzati, uno per uno

Da qui in poi si legge il gruppo con l’occhio di chi deve scegliere. Tutti e dieci operano su un dominio .it con una concessione ADM, e questo è il terreno comune: niente di quanto segue va inteso come una graduatoria sulla disponibilità di titoli esports, dato che nessuno dei dieci marchi elenca esplicitamente i giochi inclusi nel proprio palinsesto.

Eurobet: il palinsesto più largo della lista

Eurobet è la concessione n. 16012, nella persona di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.it. La sua app racconta un programma che è il più curioso del gruppo: dal calcio, tennis e basket alla Formula 1, la MotoGP, il baseball, il volley, il ciclismo, il rugby, il golf e persino gli scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, elezioni comprese.

Il numero non è la larghezza del calcio, è la larghezza dell’idea di evento. Un bookmaker che apre mercati su un’elezione ha un ufficio trading disposto a trattare materiale che non assomiglia a una partita. Per la materia di questa pagina quella mentalità è un buon segno e non una garanzia: un palinsesto propenso alle nicchie è il posto in cui un circuito di videogiochi entra prima, ma resta un’inferenza, non una dichiarazione.

C’è anche un aspetto pratico, per chi sceglie: un programma così esteso significa che il lettore non è mai a corto di eventi su cui giocare in una serata senza calcio. Significa anche che la profondità su un singolo titolo è una questione diversa, perché la larghezza non è la profondità. Il difetto speculare è che un catalogo enorme rende più difficile trovare quel che cerchi.

Il verdetto: Eurobet è il marchio con l’apertura più ampia verso le competizioni non convenzionali, e per chi cerca un bookmaker che tratti l’evento come categoria e non come sport questa è la prima porta da provare, con la consapevolezza che il catalogo ampio non dice nulla sulla copertura di un singolo videogioco.

Sisal: il volume live come argomento principale

Sisal è la concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su Sisal.it, e nell’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Quindicimila eventi live sono un’affermazione sull’infrastruttura più che sull’assortimento: significano regia, dati, una piattaforma che regge il carico mentre le partite si sovrappongono. È esattamente la capacità che serve a chi punta su competizioni che si svolgono di notte e in fusi lontani. Lo streaming gratuito su quattro discipline completa il quadro, e va letto per quello che è: una lista di sport, non un elenco di titoli esports.

Sul lato dei mercati l’app affianca alla scommessa classica la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere la giocata prima della fine. Il resto dell’offerta include il Virtual con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, oltre a ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster.

Sul bonus di benvenuto vale una precisazione sul tipo di offerta: per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. È un pacchetto legato a un primo deposito, non un credito gratuito, e la differenza tra le due cose è la prima che un lettore attento dovrebbe vedere.

Il verdetto: Sisal mette sul tavolo il numero live e lo streaming, che sono pertinenti a un pubblico abituato a seguire eventi lunghi e notturni, mentre il bonus è del tipo «ricarica e gioca» e va valutato sapendo che il deposito è il tuo.

William Hill: una freebet settimanale con requisiti severi

William Hill è la concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill. Qui l’oggetto interessante non è il palinsesto ma la struttura dell’incentivo: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Leggiamo i requisiti come li leggerebbe chi paga. Servono cinque eventi in un biglietto unico e una quota complessiva di almeno 10.0, che è un traguardo piuttosto alto: cinque selezioni con quota media vicina a 1,60 arrivano appena a 10,5, cinque a 1,50 non bastano. La puntata minima è di 20 €, e la freebet vale 5 €. Il conto è presto fatto senza scomodare aritmetiche: per cento euro di freebet accumulate servono venti settimane di multiple da venti euro, cioè 400 € di puntate. Il tetto di 100 € è un limite alle settimane, non alla spesa.

Un’altra cosa da tenere a mente è la natura dello strumento. Una freebet non è denaro: la sua puntata di solito non torna indietro insieme alla vincita, a differenza di un bonus in contanti. Chi pianifica il budget dell’Extra Bet Club come se accumulasse credito liquido pianifica male.

Il verdetto: il club premia chi gioca multiple lunghe e frequenti, e la quota minima 10.0 è la condizione che decide chi resta fuori; un giocatore da singole o da due selezioni non ne ricava quasi nulla, e il tetto delle venti settimane dice che il programma è pensato per la costanza, non per l’occasione.

Planetwin365: l’offerta costruita sul calcio europeo

Planetwin365 è la concessione n. 16007, Pwo S.p.a., su Planetwin365.it. L’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come la Champions League, l’Europa League e la Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il catalogo è dichiaratamente calcistico, e questo è un profilo preciso: un bookmaker che presidia anche la Serie C e la Coppa Italia ha un reparto trading abituato ai campionati minori, quelli in cui i dati scarseggiano e la quota la devi costruire. La stessa competenza, applicata a un circuito di videogiochi con squadre poco note, può fare la differenza; la stessa competenza, però, non è mai annunciata come tale.

Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta completa il quadro senza aggiungere nulla sul fronte esports. Vale la pena notare quello che l’app non dice: nessuna menzione di titoli, nessuna sezione che porti un nome di videogioco. Chi cerca conferme le cerca altrove.

Il verdetto: la profondità sul calcio, dalle serie minori italiane ai tornei continentali, è il suo argomento vero, e per un lettore che divide il budget tra calcio e qualcos’altro questo resta il criterio con cui giudicarlo, perché sulla materia dei videogiochi il marchio non si sbilancia.

Lottomatica: marchio noto, concessionario da leggere

Lottomatica è la concessione n. 16010, e qui la riga delle licenze vale più di tutta la recensione: la concessionaria è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota anche come GBO Italy, su Lottomatica.it. È il caso più chiaro di quanto sia utile leggere la società e non l’insegna, perché nessuno cerca «Goldbet» per trovare Lottomatica.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. L’accoppiata quote in tempo reale più streaming è la combinazione standard dei grandi operatori italiani, e su questo Lottomatica non si distingue né resta indietro. Lo stesso gruppo gestisce anche un secondo dominio .it con concessione propria: la struttura societaria serve a questo, e non a confondere le idee al giocatore.

Il punto pratico, per chi sceglie: un marchio con la notorietà di Lottomatica sul mercato italiano ha una riconoscibilità che i concorrenti più giovani non hanno, ma la qualità di un’offerta esports non si misura sulla notorietà. Il nome della concessionaria è la cosa da tenere a mente se ti serve verificare la posizione, perché è quello che trovi nell’elenco.

Il verdetto: il marchio ha la copertura sportiva dei grandi operatori e il fiato di un gruppo che gestisce più concessioni, e la cosa che questa scheda insegna davvero è dove guardare quando un confronto ti mette davanti un’insegna che nell’elenco ADM non esiste.

bet365: il partner della Champions e il caso Setka Cup

bet365 è la concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su Bet365.it. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, e questo tipo di posizionamento dice dove mette i soldi: accanto alle competizioni che il pubblico generalista guarda.

L’offerta sportiva elencata va dalla Premier League alla Champions League, con ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È un mix internazionale, con l’ippica in evidenza, e la presenza di sport minori come le freccette racconta un trading che sa trattare mercati a basso volume. C’è anche un dato che collega il marchio proprio al tema di questa pagina: ADM autorizza gli eventi uno per uno, e a settembre 2026 ha approvato la Setka Cup — un circuito di tennistavolo — con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Non è una prova di offerta esports, ma è la prova che il marchio presidia le nicchie competitive quando entrano nel palinsesto approvato. Sul piano della tutela il marchio rinvia al Telefono Verde Nazionale, accanto a pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e autoesclusione.

Il verdetto: il vantaggio di bet365 sta nella combinazione tra visibilità sulle grandi competizioni e rapidità sulle nicchie che ottengono l’approvazione, ed è il profilo che rende plausibile — non certo — trovarci un circuito competitivo appena entra nel palinsesto; chi cerca solo calcio paga per una copertura internazionale che userà a metà.

Betsson: catalogo ampio, società condivisa

Betsson è la concessione n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson.it. La stessa società compare sotto StarCasinò, con un altro sito e un altro codice: due marchi, un concessionario, e nessuna confusione possibile se si legge la riga giusta.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La combinazione è quella di uno sportsbook completo che convive con il casinò, e la presenza dei mercati sui marcatori e delle combo dice che il catalogo non si ferma all’esito. Sui titoli esports, come per gli altri, l’app non si esprime.

Il dato che interessa davvero è quello societario. Due concessioni distinte sotto Azzurri Limited significano che i due marchi sono separati sul piano autorizzativo ma non su quello imprenditoriale: una scelta di marketing diversa, un trattamento fiscale diverso, la stessa capogruppo. Per il giocatore cambia poco nella pratica quotidiana, cambia molto se un giorno deve capire chi risponde di cosa.

Il verdetto: Betsson è lo sportsbook generalista con un catalogo di mercati serio e una convivenza dichiarata con il casinò, e il lettore che sceglie tra lui e StarCasinò deve sapere che sta scegliendo tra due vestiti della stessa società.

StarCasinò: il casinò che ha anche un bookmaker

StarCasinò è la concessione n. 16026, Azzurri Limited, su Starcasino.it. Il nome è la dichiarazione d’intenti: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il quadro va letto senza girarci intorno. Chi arriva su questo marchio cerca il casinò, non il calcio; lo sportsbook è un secondo servizio, non la vetrina. La gamma di scommesse è descritta in modo generico — «varie tipologie» — e questo non è un caso: un marchio che mette il gioco da tavolo al primo posto non investe nel racconto del proprio palinsesto.

C’è anche un elemento di trasparenza normativa che vale come fatto: il gioco è vietato ai minori di 18 anni, come per tutti i concessionari italiani, e la separazione tra la concessione del casinò e quella delle scommesse è un fatto amministrativo di questo mercato, non un dettaglio del singolo marchio. Una limitazione di gioco del comparto casinò non è una limitazione delle scommesse, e le due cose non vanno sovrapposte.

Il verdetto: StarCasinò è il marchio meno adatto a chi cerca prima di tutto un bookkeeper per eventi competitivi, e va considerato per quello che è — un casinò con un servizio di scommesse funzionante, dove il cliente tipo ha già un altro obiettivo.

Betfair: il marchio che viene dall’exchange

Betfair è la concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair.it. Sull’app Sport i mercati proposti sono Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un catalogo costruito sulle combinazioni, ed è coerente con la storia del marchio.

Quella storia merita un chiarimento, perché in Italia l’exchange è un gioco autorizzato a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 lo prevede come gioco separato in cui il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Betfair è descritta come la prima a portarlo in Italia. La documentazione del marchio è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima da 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che al giocatore non è dovuto nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, invece, non è cosa nota.

Sul piano dell’esperienza, un conto che nasce da quella tradizione porta con sé un modo di pensare il prezzo che i bookmaker classici non hanno. Non è automatico che si traduca in un vantaggio su un videogioco, ma è un indizio su come il marchio tratti i mercati a quota maggiorata.

Il verdetto: Betfair è interessante per chi ragiona per combinazioni e per chi vuole capire il meccanismo dietro le quote più che comprare il risultato, mentre chi cerca la copertura sportiva più ampia del gruppo troverà il catalogo internazionale altrove.

SNAI: mercati di dettaglio e la chiusura anticipata in primo piano

SNAI è la concessione n. 16032, Snaitech Spa, su Snai.it. Le tipologie di base ci sono tutte — singole, multiple e sistemi — e sopra ci sta una serie di mercati che va nel dettaglio della partita: risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori. Sono i mercati che un giocatore abituale cerca dopo aver esaurito l’1X2.

La funzione Cash Out è messa in evidenza tra le funzioni dell’app, per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Per chi punta su competizioni brevi questa è la voce che pesa più di ogni altra: un incontro che gira male si chiude senza aspettare il fischio finale, e questo è anche il motivo per cui la funzione torna utile a chi non vuole guardare la partita fino all’ultimo secondo.

C’è poi My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — in un biglietto con quota unica. La meccanica della quota unica è la stessa della multipla classica, con la differenza che le selezioni possono stare nello stesso evento: se il primo tempo e il finale sono due scommesse sullo stesso match, non sono due partite indipendenti, e il rischio non si comporta come una multipla tra match diversi. Questa è la cosa da capire prima di usare lo strumento.

Il verdetto: SNAI vince sulla granularità dei mercati e sulla possibilità di uscire dalla giocata in corsa, due cose che valgono più del catalogo quando la partita dura mezz’ora, e chi cerca combinazioni sulla stessa partita ci trova uno strumento potente con un rischio che va capito bene.

Domande frequenti sulle scommesse esports

Su quali eventi si può puntare da un concessionario ADM?

Solo su quelli inseriti nel palinsesto dell’operatore e approvati da ADM, che li autorizza uno per uno: a settembre 2026 è stata la volta della Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali titoli esports siano presenti nel palinsesto approvato non è cosa nota, quindi va verificato direttamente sul palinsesto dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il nome da cercare è quello della società, non del marchio: William Hill risponde a William Hill Malta Plc, Lottomatica.it a Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it ad Azzurri Limited.

Come si calcola la vincita di una scommessa da puntata e quota?

Il ritorno è la puntata per la quota; il guadagno netto è la puntata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €. Nella multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico delle selezioni, quindi due eventi a 1,90 diventano 3,61 sul biglietto.

Come si legge dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?

Il payout è uno diviso la somma dei reciproci delle quote del mercato, e il margine è 100 % meno il payout. Su un mercato a due esiti con 1,90 da entrambi i lati il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %; su quote tra 1,85 e 1,95 il margine sta in una banda tra il 2,5 % e l’8 % circa.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: l’imposta unica è del 24,5 % se la raccolta è a distanza e del 20,5 % se è su rete fisica, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. È bene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Almeno un limite settimanale o mensile scelto in registrazione, con riduzione immediata e attesa di sette giorni per un aumento. I concessionari devono offrire anche autolimiti di tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e autoesclusione. Il limite che ADM fissa nel bando di gara, invece, non è un importo noto.

Preparato dagli editori di «Puntaredalcellulare».