Non AAMS scommesse in Italia 2026: la «zona franca» che non è gratis

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

La frase che senti più spesso davanti a un bancone è che «tanto i siti stranieri pagano sempre». Se fosse vero, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non terrebbe un elenco pubblico di domini inibiti, e la legge 401/1989 non avrebbe una sanzione scritta anche per chi partecipa. Il numero che riassume tutta la faccenda non è una quota: è il fatto che dal 2007 l’ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste e che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Tutto quello che leggi qui sotto è la conseguenza di quella riga.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

30 Ottobre 2026 — concessioni e iscrizioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS).

Indice dei contenuti
  1. La normativa che decide chi può accettare una scommessa in Italia
  2. Inibizione e vigilanza: chi paga quando il dominio cade
  3. Un indirizzo bloccato non è un reato: la sanzione che riguarda il giocatore
  4. Prevenzione e tutela: gli strumenti che solo un concessionario può darti
  5. Il conto del bonus: quanto costa davvero un’offerta di benvenuto
  6. La classifica: dieci concessionari ADM a confronto
  7. Le fondamenta: concessione, palinsesto, puntate
  8. Se il sito è estero, la vincita la dichiari tu
  9. Il Decreto Dignità e il confine tra informare e pubblicizzare
  10. Domande frequenti sulle scommesse non AAMS

La normativa che decide chi può accettare una scommessa in Italia

La parola che il mercato continua a usare è «AAMS», ma l’autorità che firma le concessioni oggi si chiama ADM. Cambia poco nella sostanza, cambia tutto nella verifica: quello che conta non è il nome del timbro, è che il timbro esista e corrisponda a un sito preciso.

Il quadro è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il titolo III del decreto elenca all’art. 6, comma 1, i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lettera f) il bingo. La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale di questo elenco, ed è quella che il lettore cerca.

Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per non più di nove anni, senza rinnovo, e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Da qui discende la prima conseguenza pratica, quella che quasi nessuno mette in cima. La concessione è legata al singolo sito, non alla società. L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un indirizzo .it; una stessa impresa può comparire più volte, come nel caso di Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il fatto che una società abbia una concessione non rende autorizzato un altro suo dominio con un’estensione diversa.

E poi c’è il nodo che sgonfia l’argomento «l’ho visto in classifica». L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, exchange e bingo. Quindi un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito prenda scommesse sportive: lo dimostra il palinsesto sul sito e sull’app dell’operatore. Stare in una classifica, inoltre, non è una concessione — è una posizione in una pagina.

La lista non esaurisce il mercato: esistono altri concessionari oltre ai dieci descritti più avanti, e un marchio che non compare in quel confronto non è per questo privo di licenza.

Inibizione e vigilanza: chi paga quando il dominio cade

Gli operatori senza concessione hanno un destino tecnico piuttosto preciso. L’ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

L’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è un invito: è un obbligo con un prezzo. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, così come previsto dall’art. 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Quarantamila euro di differenza tra il minimo e il massimo, per ogni accertamento, spiegano meglio di qualsiasi discorso perché bloccare convenga.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. Cambia la pagina d’arrivo, non la logica: chi segue quel dominio non trova il bookmaker, trova un avviso.

Il meccanismo lavora a livello DNS, e da qui nasce l’illusione che i siti non AAMS siano una zona franca. Alcuni fornitori tardano ad allinearsi, i mirror ricompaiono nel giro di ore e i domini oscurati si contano a migliaia — un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. L’elenco più recente dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Nessuno di quei numeri è una vittoria per il giocatore: sono la prova che un indirizzo che si apre oggi può non aprirsi domani.

La conseguenza per chi ha un saldo lì sopra è brutale e vale la pena dirla senza giri di parole. Un conto su una piattaforma che domani è inibita non entra nel perimetro di una sede legale italiana, e una richiesta di prelievo non ha un’autorità nazionale a cui appoggiarsi. È il tipo di costo che non si vede finché non serve.

Un indirizzo bloccato non è un reato: la sanzione che riguarda il giocatore

Qui il tono cambia, e giustamente. Non si scherza su una norma penale.

L’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, aggiunge il passaggio che molti lettori non conoscono: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda non è noto, e non risultano casi documentati contro un semplice giocatore. Ma la regola esiste, è scritta, e il soggetto sanzionato non è solo il gestore.

Non è l’unico anello della catena. Lo stesso comunicato ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 aggiunge la parte infrastrutturale: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legato ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; e l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione — la sua entrata in vigore non è confermata.

Che una licenza estera valga qualcosa in Italia è l’equivoco da cui parte tutta la ricerca di un «sito estero». Le licenze di Curaçao, Malta o Anjouan non hanno alcun valore nel nostro ordinamento: valgono per il paese che le rilascia, non per l’Italia. Una concessione ADM, invece, porta con sé la vigilanza dell’agenzia, l’aggancio al RUA, gli strumenti obbligatori di limitazione e una sede legale italiana davanti a cui far valere un diritto.

Da nessuna di queste righe segue che un bookmaker senza concessione sia più generoso. Su un dominio inibito non c’è un’Autorità che sorvegli il palinsesto, che imponga i limiti di deposito scelti in registrazione o che risponda di un prelievo negato. La differenza tra un concessionario e un sito estero non è il coraggio o l’onestà del gestore: è chi risponde quando qualcosa va storto.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che solo un concessionario può darti

L’argomento che decide la partita non è moralistico, è operativo. Il decreto 41/2024 mette in capo all’art. 15, comma 1 una serie di strumenti che il concessionario deve offrire: alla lettera a) gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lettera b) i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; alla lettera c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla lettera e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Un sito senza concessione non ha nessuno di questi obblighi. Non li ha perché nessuno glieli ha imposti.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Sui conti di gioco la sequenza è rigida e conviene conoscerla prima di registrarsi. Il conto richiede l’identificazione completa. Si può aprire con la registrazione classica, allegando fronte e retro di un documento valido in formato.pdf,.jpg o.png, oppure con SPID di livello 2, che chiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente: è la strada che AdmiralBet descrive nei propri termini e condizioni, mentre BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e il principio della tutela dei minori è il primo elencato dall’art. 3, comma 1, lett. a).

I limiti di deposito si scelgono in registrazione, su base giornaliera, settimanale o mensile, e la loro asimmetria è la parte che conta: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Se ne parla più distesamente nella sezione dedicata al confronto tra i dieci concessionari, ma la logica è già chiara — la norma ti rallenta quando vuoi alzare il tetto e ti lascia mano libera quando lo abbassi. È l’unica asimmetria di tutto il sistema costruita a favore del giocatore. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota.

L’autoesclusione è il capitolo con le conseguenze più concrete. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. Un’iscrizione fatta da un operatore vale dunque presso ogni altro operatore autorizzato: non c’è modo di aggirarla cambiando marchio. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e per un periodo scelto dal giocatore; una fonte di settore riporta che forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

Dal 1° febbraio 2026 la durata dell’autoesclusione va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi, in luogo di periodi di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato. La conseguenza è doppia: si può chiedere una pausa breve, cosa che prima non era possibile, e si può restare fuori per nove mesi interi. Il dettaglio più importante riguarda però un’altra cosa: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si è escluso da tutte le piattaforme autorizzate resta scoperto proprio là dove il problema si presenta. È il buco logico che nessuna classifica di «siti non AAMS» è in grado di chiudere.

Accanto agli strumenti ci sono i doveri informativi. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola in percentuale e considerevole in valore assoluto, e racconta una cosa semplice: la tutela qui non è un favore, è una voce di bilancio prevista dalla legge.

Gli strumenti di gioco responsabile degli operatori autorizzati comprendono, a seconda del marchio, periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione. Per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero si compone, non si legge distrattamente.

Il conto del bonus: quanto costa davvero un’offerta di benvenuto

Prima di arrivare ai marchi, conviene guardare il meccanismo che ogni offerta porta dentro. Vale per i concessionari, vale per chiunque.

Il bonus di benvenuto è un termine degli operatori, non una categoria giuridica. Il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza di un bonus, e non esiste un tetto statutario né sul bonus né sui requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini e condizioni di ciascun operatore. Questo è il punto in cui il lettore dovrebbe fermarsi a leggere, perché è lì che si decide quanto un’offerta pesa.

Il margine del bookmaker e il tetto dell’1,90

Una quota non è mai la probabilità pura di un evento. Su una partita di calcio con tre esiti, il bookmaker costruisce le sue quote in modo che la somma degli inversi superi 1, e la differenza tra quella somma e 1 è il margine che si tiene su ogni unità puntata. La quota di rimborso del mercato è il reciproco di quella somma: se il totale degli inversi fosse 1,05, il payout sarebbe 95,24 % e il margine 4,76 % del volume giocato su quel mercato. Il margine non è una voce di listino: è già dentro ogni quota che leggi, e nessun operatore te lo mostra in home page.

Ecco perché la «quota minima» nei requisiti di puntata non è un dettaglio burocratico. Se il bonus vale solo su giocate a quota almeno 1,90, il conto non si fa mai sulle partite più prevedibili del weekend. Si fa su quelle che il bookmaker prezza intorno a 1,90.

Quanto costa soddisfare un requisito di puntata a quota 1,90

Prendiamo un caso concreto, dichiaratamente illustrativo: una settimana in cui si gioca 100 €, versati una volta sola come limite di deposito scelto in registrazione, su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Le quote sono un esempio, non un prezzo praticato da nessuno.

Su un mercato a due esiti, la quota di rimborso è 1 diviso la somma di 1/1,90 + 1/1,90, cioè 0,95: il payout è 95 % e il margine è 5 % del volume giocato su quel mercato. Quel 5 % è il costo medio per unità puntata, e su 100 € di giro d’affari significa un costo atteso di circa 5 € a settimana. Il condizionale è d’obbligo: è una stima statistica su molte giocate, non una previsione su una singola schedina, e su una domenica qualunque il risultato può essere qualsiasi cosa.

Da quei 5 € si ricava l’ordine di grandezza che serve. Su quattro settimane, allo stesso ritmo e alle stesse condizioni, il costo atteso si aggira sui 20 €; su dodici settimane, sui 60 €. Attenzione a un equivoco frequente: se la stessa quota di rimborso venisse applicata a un requisito di puntata di 1.000 € — non è un requisito che questi termini riportino, è un’esemplificazione per dare la scala — il costo atteso sarebbe 50 €.

La forbice finale va letta con onestà. Se il bonus vale 50 € e per incassarlo devi far girare 1.000 € su mercati che pagano il 95 %, il costo atteso del giro d’affari supera il bonus e l’offerta, mediamente, ti fa perdere più di quanto ti dà. Se invece il volume richiesto resta nell’ordine dei 100 € e il bonus è più piccolo, la partita può restare in equilibrio. Nessuna delle due conclusioni vale per il singolo giocatore, perché il margine è un valore medio: dice quanto costa la macchina, non come finisce la tua settimana. Su una schedina secca puoi chiudere in utile o perdere lo stake intero. La matematica del margine parla del lungo periodo e di molte giocate insieme.

Le conseguenze pratiche per chi ha un budget stretto sono due, e si vedono subito. Se hai intenzione di scommettere comunque quelle cifre, il costo del margine lo paghi comunque, con o senza bonus: l’offerta aggiunge valore solo se il giro d’affari richiesto è vicino a quello che avresti fatto da solo. E la quota minima fa il resto, spostando la tua attenzione dalle partite che conosci a quelle che servono a soddisfare il vincolo. Un requisito a 1,90, tradotto, è un requisito a scegliere partite meno scontate.

La classifica: dieci concessionari ADM a confronto

Ordine, colonne e giudizi sono la parte che nessun elenco ufficiale ti dà. L’ADM mette nero su bianco chi ha la concessione, non chi la usa bene.

I criteri con cui ho ordinato dieci concessionari

Copertura del palinsesto. Non conta il numero di sport, conta la profondità su quello che giochi davvero. Accanto alle singole, alle multiple e ai sistemi, quello che distingue un operatore è se sul mercato che ti interessa esiste il mercato derivato: numero di gol, tiri in porta, cartellini, rigori, risultato esatto, Under/Over, GG/NG, DNB. Su questo la differenza tra i marchi è ampia, e sotto ogni scheda la trovi citata.

Mercati live e diretta. Il live non è un listino, è un’infrastruttura: se il ritardo dello streaming è troppo alto, il mercato che stai guardando è già cambiato. Chi affianca al live la diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket offre qualcosa che nessuna quota, da sola, racconta.

Architettura dell’accesso. Le strade per aprire il conto si sono moltiplicate: registrazione classica con documento, SPID di livello 2, CIE, e nei casi migliori l’accesso con Touch ID a conto già aperto. Non sono dettagli da nerd: il grado di attrito sulla registrazione dice quanta cura c’è a valle, sul prelievo.

Strumenti di tutela. Limiti di deposito scelti in registrazione, periodi di pausa, autoesclusione: materia obbligatoria per tutti i concessionari e gestita con gradi diversi di chiarezza. Li ho letti per ciascun marchio nelle condizioni pubblicate dall’operatore stesso.

Numeri e stato della concessione. Codice e società concessionaria, perché leggere l’elenco ADM senza sapere che una società può gestire più siti porta fuori strada. E, dove disponibile, cosa dicono le condizioni dell’operatore sul punto specifico.

Cosa dicono davvero le condizioni dell’operatore. Non il titolo del bonus, non la promessa in home page: la clausola che stabilisce come e quando il saldo si incassa.

Brand Concessione ADM e società Cosa dicono i termini dell’operatore
StarCasinò 16026, Azzurri Limited Prodotto forte: Casinò
Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno
Betsson 16027, Azzurri Limited Copertura ampia e ordinata
SNAI 16032, Snaitech Spa Sistemi e Cash Out disponibili
Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Palinsesto molto vasto
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Marchio globale, offerta solida
Goldbet 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Bonus soggetto a condizioni
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Fokus su calcio europeo
AdmiralBet 16048, Admiral Bet S.r.l. Strumenti di tutela dettagliati
BetFlag 16008, Betflag S.p.a. Identificazione con SPID/CIE

1. StarCasinò: la vetrina del casinò con un bookmaker dentro

Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited — Starcasinò.

Il nome dice tutto e non va girato attorno: qui il casinò viene prima e le scommesse arrivano dopo. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Chi cerca un palinsesto profondo, un listino di mercati derivati o la diretta streaming, insomma, guarda altrove.

Chi invece entra nel gioco partendo dalle slot trova qui un bookmaker sufficiente per la singola sul campionato, senza dover aprire un secondo conto. È lo stesso marchio che condivide la società concessionaria con Betsson, dettaglio che dice molto su come è organizzata la licenza italiana.

Verdetto. Il prodotto forte è il casinò; la scommessa sportiva è un’appendice comoda, non la ragione per aprire il conto.

2. Sisal: mille eventi al giorno e lo streaming in regalo

Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. — Sisal.

Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Aggiungi i mercati: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal e Multigoal, più giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app per le scommesse sportive consente l’accesso al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Il numero che colpisce non è il migliore dei tre: è il rapporto tra 1.000 eventi pre-match e 15.000 live. Dice dove l’operatore ha messo l’investimento, e dice anche a chi conviene. Se scommetti la domenica mattina con calma, quelle 15.000 voci non ti servono; se segui il live con lo streaming aperto accanto alla schedina, sono la parte che compri.

Verdetto. Un catalogo live costruito per chi guarda la partita mentre gioca, con lo streaming che trasforma il palinsesto in un prodotto da guardare.

3. Betsson: l’archivio dei mercati, senza fronzoli

Concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited — Betsson.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il taglio è quello dell’operatore internazionale che ha adattato il catalogo all’Italia: molta varietà, poca scenografia.

La lettura è la stessa di StarCasinò per quanto riguarda la società concessionaria — Azzurri Limited compare due volte nell’elenco con due siti diversi — e questo è il promemoria più utile di tutta la classifica: le licenze si contano, i marchi si scelgono. Chi vuole la coppia pre-match e live senza cambiare pagina trova qui quello che cerca.

Verdetto. Copertura ampia e ordinata, con la scommessa sportiva trattata come prodotto principale e non come richiamo per il casinò.

4. SNAI: sistemi, risultati esatti e Cash Out

Concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa — Snai.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. È un catalogo costruito per chi vuole ragionare sulla partita, non solo puntarla.

Il marchio italiano con la rete fisica più riconoscibile porta online una struttura da bancone: i sistemi, che molti giocatori occasionali non usano mai, ci sono; i mercati minori pure. Il costo di questa ricchezza è l’impegno che richiede. Un sistema mal calibrato è più pericoloso di una singola sbagliata, perché moltiplica l’errore su più colonne.

Verdetto. Il posto giusto per chi gioca da anni e vuole costruire la giocata; un principiante rischia di spendere più di quanto capisca.

5. Eurobet: il palinsesto più largo della lista

Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale — Eurobet.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La lista degli sport da sola non rende l’idea; la coda sì. Scommesse sulle elezioni non le trovi ovunque.

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è anche l’esempio migliore di un punto spiegato poco sopra: la stessa società gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tre siti, tre concessioni, un solo concessionario. Se un giorno uno dei tre cambia posizione sull’elenco ADM, gli altri due non ne sono toccati.

Verdetto. Nessuno batte questa ampiezza di palinsesto, e chi cerca mercati fuori dal calcio ha qui la scelta più ricca della lista.

6. bet365: il marchio globale con un conto italiano

Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc — Bet365.

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La lettura di questo caso richiede una precisazione che vale come lezione: il gruppo opera in tutto il mondo con marchi e licenze diverse, ma il sito che serve il giocatore italiano è un dominio .it con la concessione n. 16030. Fuori da quel dominio, il nome bet365 non ti riguarda.

Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.

Verdetto. Marchio enorme e offerta solida, ma il valore per il lettore italiano sta nel .it e nella sua concessione: il resto della galassia bet365 è un’altra storia e un altro ordinamento.

7. Goldbet: registrazione sportiva, bonus sotto esame

Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) — Goldbet.

L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. È l’offerta di un operatore radicato nei punti vendita, portata su mobile senza grandi ambizioni di catalogo.

Sul bonus di benvenuto valgono le regole generali: importo, requisiti di puntata, quota minima ed eventuali cap sulle vincite stanno nelle condizioni dell’operatore, e sono quelle che decidono se l’offerta vale la pena. Nessuna promozione, per quanto invitante in app, cambia il margine che l’operatore si tiene su ogni mercato.

Verdetto. Un bookmaker essenziale e solido per chi gioca su calcio e pochi altri sport, senza nulla in più da vendere.

8. Planetwin365: il calcio europeo a listino pieno

Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. — Planetwin365.

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La profondità sulle serie minori italiane è la parte che non ti aspetti da un operatore internazionale: la Serie C non è un listino che tutti tengono.

Le 20 e più discipline raccontano un catalogo largo ma non sterminato, e i risultati in diretta sono una comodità concreta per chi gioca pre-match e vuole seguire senza cambiare applicazione.

Verdetto. La scelta più equilibrata per chi vive di calcio italiano e segue il campionato minore, senza il carico di mercati esotici che non userebbe mai.

9. AdmiralBet: gli strumenti di tutela li ha, e si vedono

Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. — Admiralbet.

Qui le condizioni dell’operatore entrano nel dettaglio, e il dettaglio è la parte che nessun altro, in questa lista, mette per iscritto con la stessa precisione. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato.pdf,.jpg o.png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione si imposta un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Mettiamo le tre cose in fila. La registrazione è documentata e verificabile: SPID di livello 2 non è una scorciatoia, è un’identità già certificata da terzi. I limiti si scelgono in tre dimensioni — ricarica, spesa e tempo — e non solo sul deposito. L’autoesclusione è quella del RUA, quindi vale su tutto il gioco autorizzato in Italia e non solo su questo marchio.

Il rovescio della medaglia è che un lettore frettoloso leggerà «limite aumentato dopo 7 giorni» come una complicazione. È l’opposto: è l’unico meccanismo del sistema che ti rallenta quando vuoi alzare il tetto e ti lascia libero quando lo abbassi.

Verdetto. Le condizioni che si leggono per intero senza scoprire sorprese, e le regole sui limiti scritte in modo che si possano rispettare.

10. BetFlag: conto a prova di SPID, il bookmaker dei documenti

Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. — Betflag.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il taglio è diverso da quello degli altri: BetFlag mette l’identificazione al centro della pagina di apertura conto, invece di trattarla come un modulo da compilare in fretta.

Per chi arriva da un sito senza concessione e vuole capire cosa cambia, questa è la prima differenza visibile. Lì l’iscrizione è una formalità; qui è il passaggio che apre il conto, e le due strade digitali indicate (SPID e CIE) sono le identità che lo Stato già riconosce.

Verdetto. Un catalogo senza fronzoli e un accesso che non lascia dubbi su chi sta giocando, per chi vuole un conto verificato fin dal primo minuto.

Le fondamenta: concessione, palinsesto, puntate

A questo punto la parte tecnica si incastra da sola. Vale la pena ricomporla in chiaro. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi, sportivi — comprese le corse dei cavalli — e non sportivi, e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato. L’ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha dato il via alla Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata entrino nel palinsesto di ogni marchio, invece, non è dato saperlo in anticipo: lo mostra il sito dell’operatore.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale; la legge prevede anche il totalizzatore, e se qualche marchio online offra concorsi pronostici sportivi non è noto. I virtuali sono un’altra cosa ancora e hanno una definizione giuridica precisa: l’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati da calcolatore e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi all’interno di una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali», e il lettore attento la riconosce perché non c’è nessun campo da gioco dietro.

L’ippica nel quadro normativo si sdoppia, e questo è il punto in cui la maggior parte delle spiegazioni si ingarbuglia. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale, non risulta.

Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair, primo operatore del settore secondo quanto si legge, riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Sul live, l’art. 15, comma 1, lett. c) parla da sé: messaggi automatici su durata e spesa. Ogni grande operatore offre il Live, e le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note.

Se il sito è estero, la vincita la dichiari tu

Questa è la conseguenza economica più sgradevole della scelta «non AAMS», e non riguarda il prelievo: riguarda l’anno successivo.

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — il meccanismo è quello della tassazione alla fonte, e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha dubbi sul proprio caso consulta un commercialista.

Sui siti esteri o privi di concessione la posizione cambia, e cambia per un atto preciso. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il punto che sfugge a molti è che l’importo imponibile è il lordo incassato, non la differenza tra incassato e giocato. Su un anno di giocate con esito alterno questo cambia il conto in modo sostanziale, e spiega perché il sito estero non è mai davvero «più comodo».

Sul fronte dell’imposta pagata dagli operatori, per completezza: il concessionario versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e quelle vinte. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in luogo del 43 % e 47 % precedenti; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Il Decreto Dignità e il confine tra informare e pubblicizzare

Il Decreto Dignità è l’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018, ed è in vigore. L’ADM lo cita nel comunicato del 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stesso decreto, all’art. 3, lett. l), promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile, e alle lett. m) e all’art. 15, comma 3 consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.

I fatti del 2025 e del 2026 disegnano un quadro in movimento. La stampa di settore riporta che l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione della sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24, sulla responsabilità delle piattaforme, e C-194/25, sulla necessità di notifica del divieto). È stata proposta, non è legge, una modifica di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sull’indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Qui la posta in gioco per il lettore è diversa da quella degli operatori. La pubblicità che incassa sanzioni è quella che pubblicizza siti senza concessione, e il bersaglio non è solo il media: il comunicato ADM ricorda che quei contenuti espongono anche l’autore a conseguenze penali. Un sito che ti presenta una lista di bookmaker stranieri senza dirti che sono privi di concessione non ti sta informando. Ti sta esponendo.

Domande frequenti sulle scommesse non AAMS

Quali rischi corre chi gioca su un sito senza concessione ADM?

Il rischio non è il prelievo lento, è l’assenza di ogni tutela. Un dominio senza concessione non entra nel RUA, quindi l’autoesclusione non lo tocca; non ha gli strumenti di limitazione previsti dall’art. 15 del D.Lgs. 41/2024 e non risponde davanti a un’autorità italiana. L’ADM ha inoltre dichiarato che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, ai sensi dell’art. 4 della legge 401/1989.

Come verifico se un bookmaker ha la concessione ADM?

Si guarda l’elenco ufficiale. L’ADM pubblica l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: la lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per società, e l’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome in lista non dimostra da solo che quel sito prenda scommesse sportive. Quello lo conferma il palinsesto sul sito dell’operatore, che di norma indica numero di concessione e concessionario.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è attivo dal 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, qualunque sia il concessionario presso cui l’esclusione è stata chiesta. Le forme parziali, per categoria di prodotto, partono dal 1° febbraio 2026. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. I siti senza concessione non sono collegati al registro.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di scommesse?

L’art. 9 del D.L. 87/2018, convertito con la legge 96/2018, vieta ogni forma di pubblicità al gioco con vincite in denaro, anche indiretta e su qualunque mezzo, internet compreso; lo stesso decreto consente al concessionario i messaggi di gioco responsabile con il proprio logo. Vigila l’AGCOM con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Una modifica proposta alla legge di bilancio 2026 non è legge.

Quali limiti di deposito si impostano su un concessionario ADM?

All’apertura del conto si sceglie un limite su base giornaliera, settimanale o mensile, accanto ai limiti su spesa e tempo di gioco previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. La riduzione di un limite ha effetto immediato, l’aumento entra in vigore dopo 7 giorni. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota: il tetto concreto è quello che il giocatore sceglie in registrazione.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario e il giocatore incassa la somma netta; la ricostruzione è quella riportata dalla stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri o privi di concessione l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le considera «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, imponibili per l’intero importo percepito ai sensi dell’art. 69 del TUIR, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota applicata non è nota, e non è consulenza fiscale.

Creato dalla redazione di «Puntaredalcellulare».