Aams scommesse in Italia 2026: la concessione ADM decide chi resta nel mercato

Updated Ottobre 2026
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Dalla primavera 2024 il settore è stato riordinato, ma sul mercato resta invariato il titolo necessario per offrire gioco a distanza con vincite in denaro: la concessione dell’ADM, quella che i giocatori italiani continuano a chiamare licenza AAMS. Chi ce l’ha dichiara il proprio numero nei termini del conto di gioco, e chi non ce l’ha finisce nella lista dei siti inibiti.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è il metro della questione, e la verifica di cui questa pagina si serve è stata fatta il 30 Ottobre 2026 su quell’elenco e sui termini d’uso delle piattaforme citate.

La sorpresa, per chi arriva cercando conferme ai nomi che ha in mente da anni, sta nella differenza fra il numero di righe dell’elenco e il numero di siti su cui una scommessa sportiva si può davvero piazzare. Le concessioni in corso sono 52, i codici vanno da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Un nome sull’elenco, però, dimostra la titolarità di una concessione, non l’esistenza di un palinsesto sportivo: nel foglio dell’ADM non esiste una colonna che dica quali giochi il concessionario può offrire, e un concessionario può tenere insieme scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo nelle combinazioni più diverse. Che un marchio preso in esame proponga o meno scommesse si legge soltanto sul suo sito e nella sua app, non nel registro.

C’è poi il capitolo dei nomi assenti, e non è un dettaglio per chi arriva da fuori mercato. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le righe dell’elenco alla data della verifica: sono brand noti, spesso in cima ai risultati di ricerca, e per l’ordinamento italiano sono siti privi di titolo.

Indice dei contenuti
  1. Perché la normativa ADM è cambiata e cosa comporta per chi scommette
  2. Cosa cambia con il RUA: la prevenzione dell’autoesclusione e i suoi tempi
  3. Quali limiti di deposito si impostano e quanto costa davvero un giro di scommesse
  4. I criteri con cui questa classifica è costruita: cosa ho guardato e cosa ho lasciato fuori
  5. Le nostre prime 10 piattaforme con concessione ADM a confronto
  6. Cosa rischia chi scommette su un sito non AAMS: la corsa contro il tempo delle liste di blocco
  7. Il meccanismo fiscale e il costo reale delle offerte: chi paga l’imposta e chi paga il margine
  8. Come verificare passo per passo la concessione ADM di un operatore
  9. Domande frequenti

Perché la normativa ADM è cambiata e cosa comporta per chi scommette

Il contenitore è nuovo, il titolo è sempre lo stesso. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2024, ha riordinato il settore dei giochi pubblici a distanza, e la prima cosa da fissare è che in Italia non esistono licenze aperte alle scommesse: esistono concessioni, assegnate per gara pubblica. Non si compra un’autorizzazione al banco, si vince una procedura con requisiti di capitale, sede nella SEE, piano di investimento e impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando stesso. La differenza fra queste due parole ha una conseguenza concreta: il numero di concessioni disponibili è deciso dall’Agenzia, e la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Il nome dell’autorità merita una riga a sé perché il lettore incontra da anni la sigla vecchia. Nelle condizioni d’uso, nei termini sportivi, sulle pagine di assistenza, la concessione è indicata come titolo assegnato dall’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel lessico quotidiano resta l’ADM (ex AAMS). La vecchia dicitura sopravvive in alcune condizioni contrattuali e in moltissime conversazioni fra giocatori, il che non la rende sbagliata: la rende vecchia. La sostanza coincide.

Sul contenuto della concessione il decreto è esplicito, e vale la pena leggere l’art. 6, comma 1 per quello che elenca e non per come lo si racconta in giro. Sono ammessi a distanza, sotto concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; i giochi di abilità, di carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa a interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; il bingo. Scommesse sportive, casinò e poker formano un elenco, non un pacchetto unico, e da qui si capisce perché l’elenco dei siti autorizzati non possa dire nulla sul palinsesto di un marchio.

Un dettaglio che cambia i conti a chiunque stia programmando qualcosa oltre l’anno: sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire una o più di quelle attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Non esiste il rinnovo automatico, e durante la concessione i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Chi conta sugli anni non conta su un automatismo: conta su un orizzonte che il bando ha già fissato.

Vale la stessa logica per ciò che si può mettere in schedina. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi sportivi, ippica compresa, e non sportivi e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si accetta solo su un evento che stia dentro quel palinsesto approvato. L’approvazione arriva evento per evento; a settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 indicata come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto di un singolo operatore è materia che si legge sul suo sito, non in una norma. Anche gli eventi simulati hanno una definizione legale — art. 2, lett. v): competizioni simulate al computer, mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive — e per questo nei menu degli operatori compare la sezione «Virtuali».

L’ippica, poi, è due cose diverse e la poltrona su cui si siede il giocatore non è la stessa. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h) sono un capitolo a parte, con vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, e richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga anche i totalizzatori di ippica nazionale, da qui non si sa: si verifica nella sua sezione Ippica.

Il live merita un chiarimento che di solito non riceve. Scommesse in tempo reale ne offrono tutti gli operatori grandi, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi di sospensione e sugli eventi ammessi non sono qui note, e non esiste un elenco pubblico di mercati live. Il mercato esiste e funziona: la cornice che lo governa è quella del palinsesto approvato, non un regolamento a parte che si possa citare riga per riga.

Sull’exchange la norma dice più di quanto ci si aspetti. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione attribuita a Betfair parla di regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, con una puntata minima di 200 centesimi a passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava alcuna imposta sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Il minore è fuori dal gioco per principio di legge. L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino, le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Su un sito senza concessione questa riga non esiste, e nemmeno l’obbligo di identificare il titolare del conto prima di giocare.

Cosa cambia con il RUA: la prevenzione dell’autoesclusione e i suoi tempi

fondamen

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è nato nel 2018 e non è un elenco di persone punite: è l’elenco delle persone che hanno chiesto di non poter giocare. Il punto che ne fa uno strumento serio è l’estensione: l’iscrizione nel RUA, registrata dal concessionario, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale sul territorio. Non copre solo chi l’ha chiesta, non copre solo il marchio dove la richiesta è nata. Copre il mercato autorizzato.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Le forme dell’autoesclusione non sono una sola, e distinguerle serve prima di decidere. L’art. 15, comma 1, lett. e) impone strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto. L’ADM descrive la misura come trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure riferita a un singolo concessionario oppure a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Chi ha un problema circoscritto al casinò e vuole conservare il calcio può scegliere la forma parziale; chi vuole smettere di giocare sceglie la trasversale e chiude tutto.

I periodi hanno una scala, e il primo posto dove guardarli sono le condizioni contrattuali del proprio operatore. AdmiralBet scriveva di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata. L’ADM aggiunge il vincolo che conta: la misura può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, e quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza.

Qui comincia la parte che riguarda chi scommette con regolarità. Una durata a tempo determinato è una porta chiusa, non una porta socchiusa: se il giocatore sceglie novanta giorni, al giorno ottantanove non esiste una procedura che riapra, e non è previsto che esista. La revoca dopo nove mesi riguarda la misura indeterminata, cioè quella senza data di scadenza a cui si vuole mettere fine. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il conto in attesa di verifica è l’anello che spesso sfugge. L’apertura di un conto di gioco richiede identificazione piena; i siti dei concessionari rimandano alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e nelle pagine di assistenza degli operatori si legge che senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi apre un conto con la procedura più lenta ha trenta giorni per completarla, e in quei trenta giorni il denaro versato non è libero.

I limiti scelti in registrazione sono l’altra metà della tutela. L’art. 15, comma 1 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sul piano pratico, in registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione. La regola che sfugge a molti è il tempo di reazione: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede 7 giorni prima di valere. Chi vuole rallentare arriva subito; chi vuole allentare aspetta.

Durante l’autoesclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può sempre prelevare il saldo prelevabile. Non tutto si blocca: il denaro già sul conto segue il proprietario.

Chi ha un problema con il gioco trova sul numero verde nazionale 800 558822 un sostegno gratuito e anonimo. Il numero compare anche fra gli strumenti di gioco responsabile degli operatori: le misure di bet365, per chi risiede in Italia, comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato accanto. La parte che nessun marketing può togliere è che quella linea risponde.

Sul fronte delle informazioni obbligatorie, l’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una quota vincolata, non un impegno volontario, e nell’economia di un concessionario è un costo reale.

Quali limiti di deposito si impostano e quanto costa davvero un giro di scommesse

prevenzio

Qui conviene separare la regola generale dal caso concreto, perché è il passaggio in cui le due cose vengono sistematicamente confuse. Di un tetto statale in euro sulle puntate sportive non c’è traccia: la misura non esiste, e chi la cerca nei decreti non la trova. Gli strumenti che vincolano davvero il giocatore sono due, e sono di natura diversa: i limiti che il giocatore sceglie in registrazione e il limite di deposito che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento secondo i protocolli approvati dall’ADM. Il limite che il giocatore si dà è una promessa unilaterale con una clausola: si abbassa quando vuole, si alza dopo sette giorni. Quello che dipende dal comportamento lo decide il concessionario, dentro il perimetro che l’ADM autorizza.

Un altro equivoco vale la pena di scioglierlo qui, perché genera discussioni infinite: il limite di deposito riguarda il denaro che entra nel conto, non la somma che passa per il palinsesto. Chi deposita 100 € in una settimana ha depositato 100 €, ma può far girare sul mercato una cifra più alta, perché le puntate vincenti tornano a disposizione e ripartono. Le cifre che seguono sono un’illustrazione aritmetica di quel meccanismo, non un prezzo di mercato e non una previsione.

Un lettore che fissa in registrazione un limite settimanale di 100 € e quella settimana gioca una sola volta l’intera somma su un mercato a due esiti, con entrambe le quote a 1,90, si trova davanti a un’offerta costruita così. Con le due quote divise in questo modo, la quota realmente neutra sarebbe 2,00; a 1,90 per ogni lato, la somma degli esiti considerati paga il 95,2 % di quanto viene puntato, e il bookmaker trattiene il restante 4,8 %. Su un solo giro completo da 100 €, la perdita attesa è dello 0,5 %… No: è di circa 4,8 €, cioè 100 € moltiplicati per quel margine. La banda utile però è questa, e non il singolo numero: su una settimana e su un’unica puntata si resta dentro i 4,8 €; su cinquantadue settimane dello stesso tipo il conto medio atteso si aggira sui 250 €, cioè il 4,8 % di 5.200 € di giro d’affari illustrativo, che su un limite di ricarica settimanale di 100 € è una cifra che non è denaro versato ma denaro transitato.

Il meccanismo è quello che conta per chi sceglie una piattaforma. Il margine non si vede, è incorporato nella quota, e si paga su ogni giro, non sul deposito. Il payout della stessa partita scritto dagli operatori — 95,2 % — e il margine che questa pagina calcola — 4,8 % — sono la stessa partita vista da due parti del banco, e la differenza fra le due letture è solo su chi si prende il rischio.

La distinzione fra 4,8 % del giro e 4,8 % del deposito non è nominale. Il primo cresce con quante volte il denaro passa per il palinsesto, il secondo no. Un lettore che gioca una volta a settimana e uno che gioca ogni giorno sullo stesso deposito non hanno lo stesso conto atteso, e nemmeno lo stesso margine effettivo su ciò che hanno versato. Chi punta sui mercati principali di un campionato trova margini sottili; chi cerca mercati di nicchia, marcatori o combinazioni di eventi minori, paga di più per lo stesso intrattenimento. Soprattutto, il margine è la ragione per cui un’offerta che restituisce il 100 % di qualcosa difficilmente restituisce il 100 % di tutto.

Nel mondo degli operatori con concessione ADM esiste un ultimo vincolo, ed è quello che rende il calcolo precedente ottimistico. I bonus non sono subito prelevabili: vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, come precisa William Hill nei propri materiali di assistenza. Un tetto di bonus per singola scommessa non è un tetto alla vincita, ed è bene saperlo prima di costruire una multipla attorno a un credito che non si può giocare tutto insieme.

I criteri con cui questa classifica è costruita: cosa ho guardato e cosa ho lasciato fuori

panorami

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto gioco anche con Touch ID e scommesse da mobile nell’app Sisal Matchpoint
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori; Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Apertura con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede un codice temporaneo (OTP) e importa i dati; dichiara il titolo tramite il sito AdmiralBet
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre-match e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi fino a eventi di spettacolo e di politica

La prima cosa che salta all’occhio in questa tabella non è un marchio, è una colonna. Il concessionario che compare a fianco del nome quasi mai coincide con il marchio che il giocatore vede: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò alla stessa Azzurri Limited. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chi pensa di verificare «l’azienda» sbaglia unità di misura; l’unità è il sito, con il suo codice.

Il criterio che ho tenuto fermo è che una riga nell’elenco dell’ADM non dice nulla sulle scommesse. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può offrire scommesse, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione: la tabella non risponde quindi alla domanda «chi ha le scommesse sportive», perché nessun registro lo dice. Alla domanda «chi ha il titolo» risponde invece riga per riga.

Il secondo criterio riguarda ciò che si può pretendere da un confronto. Nessuna offerta qui è più generosa di un’altra per definizione: si confronta ciò che le condizioni e le schede dei singoli operatori dichiarano, non ciò che promettono le pagine di atterraggio. I punti in cui le informazioni arrivano dai canali di assistenza o dalle schede degli store si sono tenuti separati: sono dichiarazioni dell’operatore, non misure indipendenti.

Poi c’è la trappola che riguarda il lettore più attento. Un’app ben fatta non è una concessione, e un marchio grosso non è un marchio autorizzato: un’app bella, con ottimi mercati e un’interfaccia ordinata, non dice niente sul fatto che quel denaro sia in Italia. Un sito fuori elenco può avere la stessa grafica, gli stessi mercati e prezzi migliori, e resta un sito su cui il RUA non ha effetto.

Somma dei tre criteri: la graduatoria di questa pagina non è una classifica di qualità, è una selezione di titolarità. Dice chi ha il titolo, chi lo dichiara, dove sta scritto, e cosa il marchio mette sul tavolo per chi scommette. Chi cerca il consiglio su dove giocare il derby troverà qui di che scegliere; chi cerca la certezza matematica di un margine basso non la troverà in nessuna tabella, perché il margine vive nella quota e non nel registro.

Le nostre prime 10 piattaforme con concessione ADM a confronto

Tutte e dieci le piattaforme che seguono hanno una riga nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuna con il proprio codice e il proprio sito .it. Da qui in avanti si parla di cosa ciascuna mette a disposizione per chi scommette sportivamente, tenendo presente che la concessione è un titolo e non una garanzia di convenienza.

Sisal, il marchio con l’accesso più rapido al conto

La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. Quello che l’app Sisal Matchpoint mette in evidenza non è un mercato esotico ma una comodità: si entra nel conto gioco con il Touch ID e si piazzano le scommesse da mobile. Su un mercato dove il giocatore medio apre l’app quindici volte in una giornata, la frizione dell’autenticazione è parte dell’esperienza, e Sisal l’ha levata.

Non è una nota di colore, è una scelta di prodotto. Un accesso biometrico riduce i tempi fra l’idea della puntata e la puntata: bello per chi gioca live, rischioso per chi gioca d’impulso, e l’operatore lo sa. Sul resto l’app Sisal Matchpoint è una scommessa sportiva da mobile con il corredo ordinario, e il registro non aggiunge righe sul palinsesto.

Il verdetto: la piattaforma è la scelta più naturale per chi ha già l’abitudine di scommettere dal telefono e vuole arrivare alla schedina nel minor tempo possibile; chi soffre l’impulso dovrebbe invece fissare prima i limiti, perché qui la velocità è dalla parte della puntata.

SNAI, il banco con il mercato più fitto e l’uscita anticipata

SNAI opera con la concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa. L’app SNAI Sport copre singole, multiple e sistemi, e spinge l’offerta su mercati specifici — risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori — con il Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento.

Un palinsesto largo è comodo e una funzione di uscita anticipata è utile, ma nessuno dei due regala niente. Il Cash Out è una seconda quotazione: chi chiude prima paga un prezzo che l’operatore fissa in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine del mercato di chiusura. Il numero di mercati disponibili, invece, ha un effetto più insidioso: moltiplica le occasioni di puntare, e su un conto senza limiti stringenti il tempo speso a cercare il mercato «giusto» è la variabile che sfugge.

Il verdetto: la gamma di mercati è il punto di forza per chi costruisce la schedina ragionando su dettagli della partita — tiri, cartellini, risultato esatto; chi cerca un prezzo invece che una gamma troverà che l’uscita anticipata è comoda e non gratuita.

AdmiralBet, la piattaforma con il controllo dei limiti più esplicito

AdmiralBet porta la concessione n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., e dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, indicando il sito AdmiralBet come canale del servizio. Il conto si apre per via classica caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati anagrafici automaticamente.

Qui però la parte interessante non è l’apertura, è la gestione. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e applica due velocità diverse: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Quella asimmetria è il miglior esempio di tutela che non fa sconti a nessuno, e vale la pena afferrarla: il conto si può rallentare in un minuto, mentre per accelerarlo serve una settimana di riflessione forzata. Chi apre il conto in una serata di entusiasmo dovrebbe approfittarne subito, perché il limite fissato in quella serata è l’unico strumento che resterà al suo posto quando l’entusiasmo sarà passato. Il resto dell’offerta AdmiralBet è una piattaforma ordinata, senza punte di gamma: mercati tradizionali, nessuna promessa esagerata.

Il verdetto: per chi vuole che il controllo del budget sia parte del prodotto e non una pagina nascosta nelle impostazioni, questa è la combinazione più chiara fra le dieci; chi cerca il palinsesto più profondo guarderà altrove.

StarCasinò, il casinò che offre anche il calcio

StarCasinò detiene la concessione n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò.

Il marchio ha un’anima evidente, e non è quella sportiva. A parità di titolo, un conto aperto dentro un ecosistema costruito prima di tutto sul gioco da casinò espone il giocatore a un’offerta diversa da quella di un bookmaker puro: la stessa sessione che comincia su una partita di Serie A finisce, con grande facilità, in una slot. Chi ha un problema con il gioco non sportivo trova qui la combinazione più scomoda della lista.

Il verdetto: chi gioca scommesse sportive e nient’altro può usarne il palinsesto senza problemi, ma il posizionamento del marchio rende questa la riga da saltare per chi sa di avere una difficoltà con il casinò.

Betsson, il bookmaker con l’offerta più larga sui mercati classici

Betsson ha la concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La combinazione è quella che il giocatore italiano riconosce a occhio: due esiti, goal o non goal, over e under, marcatori. Su questa base di mercati, la partita non è la presenza ma la profondità — quante leghe, quanti dettagli dentro la stessa partita. La stranezza della riga è che due brand con lo stesso concessionario operino due app separate: chi confronta Betsson e StarCasinò non confronta due aziende diverse dal punto di vista del titolo, e per il giocatore questo conta poco.

Il verdetto: è la piattaforma per chi vuole un bookmaker ragionevolmente generalista con un ventaglio ampio di eventi; il fatto che condivida il concessionario con StarCasinò non cambia nulla nel conto, cambia solo la lettura della colonna della tabella.

Lottomatica, l’offerta con diretta, streaming e tante competizioni

Lottomatica opera con la concessione n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy — un esempio perfetto di marchio e società che non coincidono. La sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming.

Lo streaming è la funzione che sposta il baricentro dell’esperienza: guardare la partita dentro l’app e scommettere sull’evento che si sta guardando accorcia la distanza fra il giudizio e la puntata, e su un mercato live — dove le quote si muovono mentre il gioco scorre — quella distanza è tutto. Il rovescio è che una partita in diretta dentro l’app produce più decisioni, non migliori.

Il verdetto: è la scelta più solida per chi vuole seguire gli eventi dentro la stessa piattaforma su cui scommette, con un menu che va dal calcio alle corse; chi cerca la quota più alta su una singola partita non troverà qui argomenti diversi da quelli del titolo.

Betfair, l’operatore con il catalogo di combo e la storia da exchange

Betfair ha la concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., ed è descritto come il primo concessionario italiano dell’exchange. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

La sezione promo è il punto da leggere con attenzione. «A quote maggiorate» è una formula che presuppone un termine di paragone che il giocatore non ha, e una combo costruita per alzare la quota alza anche la difficoltà: le quote di una multipla si moltiplicano, e con esse l’improbabilità. Chi cerca la singola dall’esito secco non ha motivo di passare dalle Supercombo. Diverso il discorso sull’exchange, che storicamente è la parte interessante: due giocatori che si incontrano, il concessionario che li mette in contatto e non fa il banco, con la puntata minima di 200 centesimi a passi di 50 centesimi per i conti italiani.

Il verdetto: chi vuole capire il meccanismo della quota costruita per sembrare grande troverà in questa sezione un buon esercizio, ma il valore vero del marchio sta nell’eredità da exchange più che nella spinta sulle combo.

NetWin, l’operatore col bonus di benvenuto più immediato

NetWin detiene la concessione n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. La sua offerta di benvenuto sportiva è di tipo classico: un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice da inserire al primo versamento.

La cifra va letta per quello che è. Cinquanta euro di bonus su un deposito minimo di venti euro sono un’offerta modesta in valore assoluto: il tetto è basso, e un tetto basso è anche una comodità, perché il capitale messo in gioco per ottenerlo resta piccolo. Il conto verificato come condizione non è un dettaglio formale, è la soglia d’ingresso dell’offerta: chi non ha ancora completato la verifica trova qui la prima cosa da sistemare, e il vantaggio è che si tratta di una procedura, non di un rischio.

Il verdetto: per chi vuole provare un nuovo bookmaker con un impegno di cassa minimo e un tetto dichiarato senza dover interpretare il regolamento, questa è l’offerta più lineare delle dieci; chi insegue il bonus grande deve cercare altrove, accettando vincoli più pesanti.

bet365, la piattaforma con il palinsesto internazionale e il partner UEFA

bet365 ha la concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La stessa stampa di settore lo indica come primo partner della Setka Cup autorizzata dall’ADM nel settembre 2026, un dettaglio che dice come certi operatori arrivino prima sui nuovi eventi autorizzati.

Il profilo internazionale è il vero argomento del marchio. Chi scommette su sport che in Italia hanno pochi mercati — freccette, golf, boxe — trova qui ciò che altrove manca, e la distribuzione dei mercati fra tanti sport è diversa dalla profondità su un solo campionato. Sul fronte della tutela, l’operatore elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.

Il verdetto: chi vuole seguire sport che nei palinsesti italiani contano poco ha qui il motivo per aprire; chi cerca semplicemente la Serie A troverà in questa riga un titolo solido e niente che lo distingua dalle precedenti.

Eurobet, l’operatore con il palinsesto più eterogeneo

Eurobet opera con la concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e l’app Eurobet Sport copre un arco che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, con le elezioni.

L’eterogeneità è la tesi dell’operatore, e ha un significato preciso per chi legge il margine. Più il mercato è particolare, meno concorrenza esiste su quel mercato, e più il prezzo è fissato dal banco: la stessa logica che rende sottile il margine sui campionati maggiori rende più caro il prezzo su un reality show. Chi scommette su un mercato del genere paga più dell’intrattenimento che del rischio.

Il verdetto: per chi segue eventi che nessun altro palinsesto copre, questa è la riga con la maggiore varietà delle dieci; chi punta solo sui campionati principali non ha qui un vantaggio di prezzo, solo un menu più lungo.

Cosa rischia chi scommette su un sito non AAMS: la corsa contro il tempo delle liste di blocco

Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la parte che riguarda il giocatore è quella che vale la pena leggere per intero. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e la lista dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Chi eroga accesso o servizi di pagamento violando un ordine dell’ADM è sanzionato da 30.000 € a 180.000 € per ogni violazione, e l’ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.

C’è un articolo che nessuna pagina di comparazione serba mette in evidenza, ed è la parte che riguarda direttamente chi tiene in mano lo smartphone. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 è invocata dall’ADM in un comunicato del 28 febbraio 2024, dove si legge che sono previsti l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda non è qui noto, e l’esistenza di un procedimento concreto contro un giocatore nemmeno: quella che resta è la regola come l’Agenzia la scrive, e la regola parla anche del giocatore.

Sul bisogno di protezione del giocatore, il capitolo è già stato scritto: chi gioca su un sito senza concessione sta fuori dalla vigilanza dell’ADM, fuori dalle tutele obbligatorie, e fuori dal RUA, che blocca le piattaforme autorizzate e non quei siti. Un giocatore autoescluso che apre un conto fuori mercato non incontra il blocco, e chi ha scelto il marzo no può giocare il martedì.

Il blocco tecnico, poi, è più fragile di quanto sembri. L’oscuramento funziona a livello DNS, e alcuni fornitori di accesso arrivano in ritardo; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore a settembre 2025, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola con cui il settore racconta il risultato è «oscurati», e non significa «scomparsi». Per chi cerca un sito non autorizzato tutto questo significa che il blocco è una corsa, non un muro; per chi sta su una piattaforma con concessione significa che l’elenco dell’ADM è una fotografia che continua a essere aggiornata.

Non tutto, in questa materia, è già stato deciso. Il Decreto Dignità (art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge 96/2018) è in vigore, e il divieto riguarda la pubblicità, anche indiretta, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, culturali o artistiche, televisione, radio, stampa, affissioni, internet. L’AGCOM è il soggetto che lo applica, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione; il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Su questo impianto pende un contenzioso che merita una riga: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme (causa C-421/24) e uno sulla notifica della norma (causa C-194/25). Esiste poi una proposta, e non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, la cui sorte non è stata trovata; alla data della verifica il divieto resta in vigore.

Il capitolo fiscale chiude il discorso e contiene la spiegazione di perché la confusione fra i due mondi è così diffusa. Sui siti privi di concessione non esiste nessuna tassazione alla fonte, e la posizione è stata chiarita in più occasioni: le vincite del gioco online sono redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. d del TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e sono tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero ammontare percepito, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta applicata all’atto del pagamento, una dichiarazione da presentare nel Modello Redditi PF o nel 730 — e l’aliquota IRPEF applicata non è qui nota. La lettura da portare a casa è che non esiste più nessun soggetto che tratterrà l’imposta al posto del contribuente: il giocatore diventa il sostituto di se stesso, adempie da solo e paga l’imposta sulla somma intera. Vale però la raccomandazione d’obbligo: le posizioni fiscali personali vanno verificate con un commercialista, e nessuna delle righe precedenti costituisce consulenza fiscale. Una vincita pagata da un concessionario ADM, invece, non è tassata in capo al giocatore e non va dichiarata, perché il prelievo cade sul concessionario: la «tassazione alla fonte» di cui parlano le cronache significa questo, e resta una ricostruzione riportata dalla stampa, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il commercialista resta la persona da sentire.

Il meccanismo fiscale e il costo reale delle offerte: chi paga l’imposta e chi paga il margine

Qui la domanda «quanto mi costa scommettere» riceve due risposte diverse, che vengono sistematicamente mescolate: il costo della partita e il costo del fisco. La prima riga riguarda i giocatori italiani e vale per chiunque abbia un conto su una piattaforma con concessione ADM: le vincite pagate da un concessionario non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta cade sul concessionario.

L’altra riga riguarda l’operatore, e conviene guardarla per capire perché alcune quote sono quello che sono. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non risulta confermato), e le aliquote riportate dalla stampa di settore sono due: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (in precedenza erano il 43 % e il 47 %), e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Il punto da afferrare è che tutti questi numeri sono nelle tasche del giocatore prima di arrivare allo Stato, perché l’imposta si calcola sull’aggregato delle puntate e non sulle singole giocate: il giocatore paga l’imposta del proprio concessionario nel prezzo della giocata. Chi si lamenta del «margine alto» spesso sta parlando, senza saperlo, di due cose insieme: il margine del banco e l’imposta del concessionario. Il margine del bookmaker resta la parte che l’operatore incassa per il servizio, la quota fissa dell’imposta è la parte che finisce all’erario, e la somma delle due sta nella quota che il giocatore vede sullo schermo.

Il dettaglio inutile per il giocatore c’è, e va detto perché è il sintomo di un sistema complicato: esistono sanzioni per chi pubblicizza giochi accettati all’estero, esiste una repressione reale dei siti inibiti, eppure l’addebito dell’imposta sull’attività di gioco ricade interamente sull’operatore che ha la concessione. Le due cose convivono male, ed è la ragione per cui le quote offerte da un concessionario ADM sono più basse di quelle che lo stesso bookmaker applica in mercati dove non esiste l’imposta unica: il costo della cornice legale non scompare, viene spostato nel prezzo.

Come verificare passo per passo la concessione ADM di un operatore

Se il lettore vuole rifare la verifica invece di fidarsi, la strada è tracciata, e non richiede competenze: servono dieci minuti e un po’ di attenzione. Il primo passo è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM. Il secondo è la lettura di una riga, non di una pagina: ogni riga dell’elenco unisce a un codice da 16000 a 16051 il sito autorizzato, e il conteggio delle righe alla data della verifica è 52. Il terzo consiste nel riconoscere che quella riga non dice quali giochi il concessionario possa offrire, perché la colonna dei giochi non esiste; il quarto, nel controllare che il sito che il giocatore usa davvero sia quello autorizzato, e non un dominio diverso con lo stesso nome e un’estensione differente.

Poi si passa al contratto, ed è la parte che quasi nessuno legge. Nei termini del conto di gioco il concessionario dichiara il proprio titolo con il numero di concessione: AdmiralBet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. Quel numero deve coincidere con quello dell’elenco, e la società che lo dichiara deve essere quella della riga: Admiral Bet S.r.l. per AdmiralBet, Snaitech Spa per SNAI, Sisal Italia S.p.a. per Sisal, Netwin Italia S.p.a. per NetWin, Betfair Italia S.r.l. per Betfair, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale per Eurobet, Goldbet Better Organization Italy per Lottomatica, Hillside (New Media Malta) Plc per bet365, Azzurri Limited per StarCasinò e Betsson. Se il numero non c’è, non c’è il grado di certezza necessario.

Il terzo controllo riguarda l’estensione. Un operatore con concessione italiana usa un sito con dominio .it, e la ragione non è estetica: la concessione è legata al singolo sito autorizzato, e un marchio che apre un dominio internazionale sta offrendo un altro servizio. Un lettore che ha un conto su un dominio estero con lo stesso logo non ha aperto un conto ADM, e il RUA non lo raggiunge.

Il quarto controllo riguarda i pagamenti, ed è quello che distingue un sito autorizzato da uno che si presenta bene. Il decreto prevede i punti vendita ricariche (art. 13, D.Lgs. 41/2024): l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica, tabaccherie e ricevitorie, che caricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Sul fronte delle modalità di pagamento, le pagine di comparazione mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria; la lista concreta di ciascun operatore sta nei suoi termini. La disciplina dei pagamenti ha anche una misura di chiusura: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata. Sulle criptovalute la posizione resta aperta, e non esiste una norma che elenchi le modalità ammesse.

Se il quinto controllo dà esito negativo, la conseguenza è immediata. Un marchio fuori dall’elenco non è un marchio con una concessione straniera trasferibile: le licenze di altri Stati non hanno valore in Italia, e un sito del genere è esposto all’oscuramento DNS e, come scrive l’ADM, espone il giocatore alla sanzione di cui alla Legge 401/1989.

Per chiudere il cerchio su ciò che resta da chiarire nei contratti, c’è un dettaglio che vale la pena di cercare. Esiste un provvedimento di un direttore dell’ADM sulle scommesse e sui minori, che richiama il DM 111/2006: il suo contenuto non è qui noto. E le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note, il che significa che l’impianto descritto in questa pagina è quello vigente alla data della verifica.

Domande frequenti

Come si fa a capire se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si controlla l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga lega un codice di concessione a un sito autorizzato, e poi si confronta quel codice con il numero che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Serve che il numero e la società coincidano, perché la concessione è per sito.

Perché un operatore con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è legata al singolo sito autorizzato, e l’elenco dell’ADM associa ogni concessione a un dominio italiano. Un marchio che apre un dominio internazionale sta offrendo un servizio diverso, non coperto dalla concessione: chi ha un conto lì non ha un conto ADM, e non è raggiunto dal RUA.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi è l’elenco di chi ha chiesto di non poter giocare, e blocca tutte le piattaforme autorizzate in Italia e le sale sul territorio. La misura può durare fino a 270 giorni o essere indeterminata, con revoca dopo almeno nove mesi, e si chiede dal portale ADM con SPID o a un concessionario.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di ricarica settimanale o mensile, e l’operatore applica limiti di spesa, ricarica e tempo di gioco per giorno, settimana e mese. Un limite ridotto vale subito, uno aumentato dopo sette giorni. Un tetto statale in euro sulle puntate non esiste.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna vigilanza dell’ADM, nessun collegamento al RUA e nessuna tutela sui limiti, più l’oscuramento del dominio a livello DNS con i mirror che ricompaiono nel giro di ore. L’ADM richiama la Legge 401/1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Su una piattaforma con concessione ADM l’imposta unica è a carico del concessionario, e la vincita arriva senza ritenuta: la pagina dell’amministrazione finanziaria non lo conferma, quindi conviene sentire un commercialista. Su un sito estero le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi per l’intero importo percepito.

Prodotto dalla redazione di «Puntaredalcellulare».